Lun 25 Ott 2021

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Vittime del covid, a Morano Calabro un ulivo in loro memoria

E’ stato piantumato, nel parco giochi di Via Cappuccini, un albero di ulivo in ricordo delle vittime del covid. Il programma, alla quale hanno aderito tutti i comuni della provincia di Cosenza, è stato proposto all’esecutivo moranese dal sodalizio di promozione culturale “Cultura Crea”.

Alla cerimonia, semplice ma non priva di significato, hanno partecipato: la presidentessa di Cultura CreaMaria Ciardullo, gli assessori Francesco Soave, Mariagrazia Verbicaro, Sonia Cozza, e il consigliere capogruppo Mario Donadio.

Un breve discorso introduttivo ha preceduto la messa a dimora della pianta e la successiva benedizione. Mentre un totem, con semplice didascalia, è stato installato nelle immediate adiacenze del tenero arbusto.

«Siamo oltremodo onorati di aver potuto ospitare questa meritoria iniziativa», hanno dichiarato congiuntamente gli amministratori locali. «Pensiamo al ramoscello di ulivo anzitutto come immagine di rinascita; la furia delle acque tempestose non ha prevalso sulla nostra gente, duramente colpita dalla pandemia. Questa pianta sarà il simbolo della resilienza; del fatto che le ferite non avranno annientato la voglia di rialzare la testa e ricominciare. E’ vero, è un piccolo segno, ma con esso intendiamo lanciare un messaggio di speranza e rinnovare la nostra prossimità alle famiglie colpite dal covid».

«Un albero rimane nel tempo ed è sinonimo di rinascita» ha dichiarato Maria Ciardullo. «Si tratta di un gesto allegorico, finalizzato a custodire la memoria collettiva e contemporaneamente realizzare spazi che aiutino a riflettere. Ringraziamo per questo il Comune di Morano, in particolar modo il sindaco Nicolò De Bartolo e l’assessore Mariagrazia Verbicaro, per aver subito creduto nel nostro progetto e per la squisita accoglienza riservataci».

Il primo cittadino, pur non avendo potuto partecipare personalmente all’evento, ha incaricato i collaboratori di manifestare la sua «solidarietà verso quanti hanno patito le sofferenze della pandemia». «Abbiamo lavorato per lenire il dolore e limitare gli effetti di questa temibile malattia» ha fatto sapere De Bartolo; «abbiamo fatto il possibile e anche l’impossibile per combatterla con i pochi mezzi a disposizione. Adesso, però, è il momento di serrare le fila e proseguire senza sosta nella campagna di immunizzazione; ma anche di continuare a rispettare i protocolli di sicurezza, per uscire prima possibile, definitivamente e completamente dall’emergenza. Guardando all’ulivo ognuno ricorderà, forse verserà una lacrima, ma nessuno dovrà smetterà di credere in una società più equa e giusta, che sappia garantire i diritti, in primis quello alla salute, troppo spesso negato, e colmare le inaccettabili distanze che ancora oggi in pieno terzo millennio, separano gli esseri umani».