Mar 26 Ott 2021

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Mimmo Lucano condannato: “Non so se per i delitti di mafia ci sono pene simili”

Si aspettava l’assoluzione, è arrivata addirittura una condanna più pesante di quella richiesta dalla pubblica accusa al termine della requisitoria. Mimmo Lucano è incredulo: 13 anni e due mesi di reclusione è una condanna durissima per una sentenza clamorosa che, in ogni caso, passerà alla storia.

“Sarò macchiato per sempre per colpe che non ho commesso” le prime parole dell’ex sindaco di Riace che paga a caro prezzo il suo “modello” di accoglienza. Lucano parla di “vicenda inaudita” e ringrazia i suoi avvocati per il lavoro che hanno svolto: “Non avrei avuto modo di pagarne altri, non avendo disponibilità economica. Io non ho niente, mia moglie fa un lavoro umile pulendo le case delle persone, io vado avanti con nulla, non ho proprietà. Ho speso la mia vita per rincorrere ideali e per combattere le mafie, ho fatto il sindaco schierandomi dalla parte degli ultimi e dei rifugiati. Oggi però per me finisce tutto. Non so se per i delitti di mafia ci sono pene simili. Per me è un momento difficile, è una condanna pesantissima”.

Il Tribunale di Locri, in composizione collegiale – presidente Accurso, a latere Sobrio e Foti – in presenza dell’intero ufficio di Procura capeggiato da Luigi D’Alessio, ha inflitto 13 anni e due mesi di reclusione, più settecentomila euro di multa, a Mimmo ‘u curdu’, sei anni e nove mesi in più rispetto alla richiesta della Pubblica accusa.

I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere all’abuso di ufficio, truffa concussione, peculato, turbativa d’asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il pm Michele Permunian al termine della requisitoria lo scorso maggio aveva invocato la condanna a 7 anni e 11 mesi di reclusione.