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Pnrr, la Calabria arranca: spesa ferma al 17% mentre la scadenza si avvicina

L’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in Calabria presenta criticità significative mentre si avvicina la scadenza decisiva del 30 giugno prossimo. Il decreto legge contenente le norme per la conclusione dei progetti, dopo l’approvazione in commissione Bilancio alla Camera, è atteso al Senato per il via libera definitivo. In questo scenario, la Calabria emerge come l’area con le maggiori difficoltà di spesa e di rendicontazione a livello nazionale.

I dati della spesa e il monitoraggio incompleto

Il quadro nazionale mostra un rallentamento generale, con la Francia che attualmente risulta l’unico Paese ad aver raggiunto l’80% dei cantieri chiusi. In Italia, su un totale di 194,4 miliardi di euro disponibili, la spesa effettiva dichiarata sulla piattaforma Re.Gis si ferma a 104 miliardi, poco oltre la soglia del 50%. La Calabria si posiziona all’ultimo posto della classifica regionale: l’anno 2025 si è concluso con una quota di pagamenti ferma al 17%, un valore drasticamente inferiore rispetto alla media delle altre regioni.

Le analisi condotte da Open Pnrr rivelano inoltre che oltre il 70% degli interventi finanziati nella regione risulta ancora con una percentuale di avanzamento pari a zero. Su un totale di 14.230 progetti finanziati in Calabria, per un valore complessivo di 11,6 miliardi di euro tra fondi Pnrr e risorse aggiuntive, la spesa attuale supera di poco i 2 miliardi.

Il richiamo della Corte dei Conti

La gestione dei fondi ha attirato i rilievi della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti. I giudici contabili hanno evidenziato un disallineamento tra i dati presenti sulla piattaforma ministeriale e le risultanze contabili effettive, parlando apertamente di una «inefficiente utilizzazione delle risorse». Le criticità riguardano non solo i ritardi fisici nei cantieri, ma anche la difficoltà tecnica di reperire numeri attendibili per il monitoraggio.

Secondo la Corte dei Conti, esiste un rischio concreto di sovrapposizione tra le diverse fonti di finanziamento, aggravato dalla frammentarietà dei dati forniti dagli enti attuatori. «Risulta inefficiente l’utilizzo delle risorse», hanno ribadito i magistrati contabili nel valutare lo stato dell’arte regionale.

Distribuzione delle risorse e soggetti attuatori

Il settore delle infrastrutture rappresenta la voce di spesa più consistente in Calabria, con 5,8 miliardi di euro destinati a 2.019 progetti, pari a quasi il 50% degli investimenti totali. Seguono la digitalizzazione con 1,8 miliardi e il comparto istruzione e ricerca con 1,5 miliardi. Nonostante la rilevanza dei fondi, migliaia di interventi nei settori della salute, della cultura e dell’inclusione sociale non risultano ancora avviati.

Mentre i piccoli Comuni appaiono in forte affanno, l’avanzamento dei lavori è trainato dai grandi soggetti attuatori. Rete Ferroviaria Italiana gestisce 19 progetti per un valore di 4,9 miliardi di euro, seguita da Infratel con 2,73 miliardi per le infrastrutture digitali. La Regione Calabria, come ente diretto, ha in carico 2.817 interventi per un valore di 1,15 miliardi. Tra gli altri attori rilevanti sul territorio figurano E-Distribuzione con 858 milioni, Sorical con 691 milioni e il Consorzio di bonifica della Calabria con 499 milioni di euro.