Mer 27 Ott 2021

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‘Ndrangheta: pistole e bombe per commettere un omicidio, arresti

Operazione Tabacco selvatico”:  27 perquisizioni su tutto il territorio nazionale presso persone fisiche ed entità giuridiche coinvolte nelle investigazioni, 5 le persone arrestate ritenute appartenenti alla ‘Ndrangheta: l’accusa è di associazione di tipo mafioso, omicidio e detenzione illegale di armi.
L’operazione è stata effettuata dai carabinieri. Impegnati militari dei comandi provinciali di Ancona, Reggio Calabria, Catanzaro, Brescia, Napoli, Torino, Pesaro, Vibo Valentia e del Gruppo intervento speciale (Gis).

Carabinieri coadiuvati dalla Guardia di Finanza, unitamente a personale del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, e con il supporto dei rispettivi Comandi competenti per territorio.

Le cinque persone arrestate, ritenute responsabili, in concorso tra loro, di avere detenuto e portato in luogo pubblico armi comuni e da guerra (pistole e bombe a mano) con la finalità di realizzare un progetto omicidiario, maturato in un contesto di criminalità organizzata, con l’aggravante di avere agevolato l’attività di una famiglia ‘ndranghetistica.

L’inchiesta è stata avviata nel maggio del 2020, a seguito del rinvenimento e sequestro di 42 tonnellate di tabacco, di provenienza estera, del valore di circa 8 milioni di euro, e di macchinari per la lavorazione del tabacco e il confezionamento di pacchetti di sigarette, operato dal Gruppo guardia di finanza di Brescia e dalla Compagnia carabinieri di Verolanuova.

I successivi sviluppi investigativi hanno condotto tra le altre cose a un arresto per usura il 30 luglio 2020. Il 4 agosto 2020 è poi stata rinvenuta una bomba a mano di fabbricazione jugoslava, una pistola Glock cal. 9×21 (provento di furto), una pistola cal. 22LR clandestina (priva di matricola); pochi giorni dopo, il 21 agosto è stata eseguita una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Brescia, nei confronti di due persone responsabili di acquisto, trasporto e detenzione di 57 tonnellate di tabacco lavorato estero di contrabbando, della produzione di sigarette e della contraffazione di marchi, di evasione fiscale per circa 600mila euro, di detenzione e porto di armi clandestine e da guerra; il 24 agosto 2020 in Slovenia, dopo l’emissione di un mandato di arresto europeo, è stata arrestata una terza persona ritenuta responsabile, in concorso, dei medesimi reati; infine il 12 settembre 2020 è stata rinvenuta una bomba a mano.

Le indagini di polizia giudiziaria sono state condotte anche all’estero con la collaborazione del Servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia della Dcpc (Direzione centrale della polizia criminale), di Europol e di Eurojust.

L’esito delle indagini ha consentito di raccogliere univoci e concordanti indizi di colpevolezza nei confronti dei destinatari del fermo in relazione al reato di “detenzione e porto in luogo pubblico di armi comuni e da guerra, finalizzato alla realizzazione di un progetto omicidiario rispetto al quale i predetti sono stati individuati, a vario titolo, quali mandanti ed esecutori materiali“; è stato anche accertato il contesto associativo nel quale è maturato il progetto omicidiario, programmato da una famiglia ‘ndranghetistica con base nella provincia di Reggio Calabria, contro un pregiudicato, di origine calabrese, residente nel Nord Italia, in passato legato a quella stessa compagine criminale.