Dom 17 Ott 2021

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Lavoro e Sanità in Calabria, sindacati sul piede di guerra

I sindacati hanno infatti promosso la manifestazione per rivendicare il blocco dei licenziamenti, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, la rivalutazione delle pensioni, l’abrogazione del jobs act e del precariato, il rilancio degli investimenti pubblici, la tutela dell’ambiente.

Dissenso dunque contro le politiche occupazionali, sanitarie, scolastiche e del welfare. Per questo motivo le sigle hanno annunciato di voler chiedere un tavolo tecnico al neo presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Scorrimento delle graduatorie per sopperire alla mancanza soprattutto di Oss, in nome di una sanità pubblica, contro un governo che penalizza precari, ma anche studenti e mette a rischio i trasporti. E’ lo scopo della manifestazione dei sindacati di base, Usb, Cobas, Orsa alla Cittadella regionale aderendo allo sciopero indetto in tutta Italia.

A questi temi i sindacati di base inoltre aggiungono rivendicazioni di carattere regionale, come la contrattualizzazione e la stabilizzazione dell’immenso precariato storico, la contrattazione per i tirocinanti ministeriali e la proroga per i tirocinanti di inclusione sociale, lo sblocco delle assunzioni nella sanità e nella pubblica amministrazione.

La protesta dei sindacati di base in Calabria ha avuto anche due fronti provinciali, a Cosenza e a Gioia Tauro.