Sab 27 Nov 2021
spot_img
HomeSanitàAnnunziata Cosenza: nuova metodica nella chirurgia...

Annunziata Cosenza: nuova metodica nella chirurgia delle metastasi

All’Annunziata la chirurgia delle metastasi epatiche diventa più sicura, precisa  ed efficace. Un colorante – verde di indocianina –  iniettato nel paziente per via venosa  prima dell’intervento e   l’impiego di una telecamera dedicata permettono di individuare metastasi molto piccole, al di sotto di 1 cm di diametro.

La tecnica utilizzata per la prima volta dall’equipe Epatobiliopancreatica e Trapianti – dottori Sebastiano Vaccarisi e Vincenzo Pellegrino –  su un paziente già operato per  tumore del colon,  ha permesso di evidenziare metastasi non rilevate  alla TAC ed alla risonanza preoperatoria, e  sfuggite, causa la ridottissima dimensione,  alla ecografia intraoperatoria  comunque eseguita.

Nel corso dell’ intervento, reso complesso da una metastasi di grandi dimensioni posta a cavallo delle vene sovraepatiche e da una metastasi a ridosso della colecisti, l’utilizzo di una telecamera ad infrarossi   ha messo in evidenza la fluorescenza  del verde di indocianina nelle sedi   delle metastasi. 

Le immagini rilevate sono state proiettate su uno schermo e mappate sulla superficie dell’organo: successivamente, dopo la complessa asportazione delle metastasi maggiori, si è proceduto all’ asportazione delle piccole lesioni, ottenendo una completa bonifica del fegato dalle metastasi.  

La metodica, concettualmente estremamente semplice, rappresenta   un indubbio miglioramento delle condizioni di sicurezza dell’intervento e  un evidente vantaggio  per il paziente al quale è certamente possibile assicurare la massima radicalità nel trattamento della malattia metastatica, a fronte di un costo particolarmente contenuto della stessa. 

Dati di letteratura confermano infatti che la possibilità di identificare con l’immunofluerescenza al verde di indocianina in corso di intervento lesioni sfuggite a tutte le altre metodiche di indagine è rilevante e probabilmente si attesta oltre il 40% dei casi, anche se ulteriori studi ed ulteriori conferme si rendono necessari. 

Il paziente è ancora degente anche se  in ottime condizioni di salute:  autosufficiente, si alimenta regolarmente, non è stato sottoposto a trasfusione di sangue e presto farà ritorno a casa.