Dom 23 Gen 2022
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Lamezia: “Muore a dopo avere atteso per 90 minuti l’ambulanza”, la denuncia del Codacons

L’ambulanza sarebbe arrivata sul posto “solo dopo 90 minuti, giusto il tempo per constatare il decesso di un paziente affetto da una grave crisi respiratoria”.

È quanto fa sapere in una nota il Codacons. Il fatto è accaduto a Lamezia Terme, “nel pieno centro di una delle più popolose città calabresi”, scrive l’associazione dei consumatori.

“Intorno alle 18,30 di ieri – prosegue la nota – viene chiesto l’intervento del 118 per una gravissima difficoltà respiratoria. La risposta dell’operatore ai familiari preoccupati, è, purtroppo, devastante: ‘Non abbiamo ambulanze disponibili’. Vista l’insistenza viene attivata la Postazione di Emergenza Territoriale di Girifalco, non proprio dietro l’angolo oltre ad essere rassicurati sul pronto intervento della Guardia Medica che, purtroppo, non è intervenuta.

L’ambulanza da Girifalco arriva solo dopo 90 minuti, giusto in tempo per constatare il decesso del paziente. Ovviamente non sappiamo se un tempestivo intervento avrebbe garantito qualche possibilità di sopravvivenza al malcapitato. Tuttavia, – prosegue il Codacons – è intollerabile e anche vergognoso che nel pieno centro di una delle più popolose città calabresi, l’ambulanza impieghi 90 minuti per prestare soccorso”.

L’associazione fa sapere di aver “chiesto alla Procura di Lamezia Terme di verificare tutte le responsabilità in questa storia di ordinaria inefficienza. Immaginiamo cosa potrebbe accadere se la richiesta dovesse pervenire da uno dei paesini dell’entroterra.

Qualche anno addietro denunciavamo – si legge nella nota del Codacons – che in Calabria mancano ambulanze e le persone rischiano di morire. Oggi le responsabilità sono sotto gli occhi di tutti. In Calabria si muore perché non ci sono ambulanze. Altrove, invece, sono i medici a mancare e, in altri casi, mancano i farmaci. E la lista potrebbe continuare”.

“E’ incredibile che tutto ciò accada esattamente nel posto in cui i manager delle Asp siano stati lautamente ricompensati, dividendosi migliaia e migliaia di euro per ‘premi di risultato’. Stiamo pagando il prezzo di una sanità depredata da lupi famelici, in un assordante silenzio, sempre più simile alla complicità, da parte di tutta la politica regionale.  Un horror gestionale, paradossalmente lodato e ricompensato. Un sistema che continua a festeggiare nonostante si trovi sul ponte del Titanic. E mentre si balla i Calabresi muoiono ed i medici e paramedici continuano a pagare per tutti” conclude il Codacons.

Contattato telefonicamente, il direttore del servizio 118 dell’area centrale della Calabria Antonio Talesa ha affermato che “è auspicabile una riforma totale della medicina del territorio”.