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Il rovere più antico del mondo si trova in Calabria, ha quasi mille anni

Ha quasi mille anni e può essere considerato il più antico albero di latifoglie di clima temperato datato al mondo. Ha anche un nome, si chiama Demetra, ed è un antico rovere che si trova nel Parco nazionale dell’Aspromonte, in Calabria.

Non ha la classica fisionomia dell’albero monumentale, è alta poco più di sei metri e un diametro che cresce di neanche mezzo millimetro all’anno. Ma la datazione al radiocarbonio non dovrebbe mentire: Demetra ha circa 935 anni, un’età record non solo per una rovere, una delle specie più diffuse di quercia. L’hanno scoperta nei dintorni della riserva di Valle Infernale nel parco nazionale dell’Aspromonte in Calabria.

Un’ambiente, come anticipa il toponimo, non proprio accessibile ma che è stato candidato di recente a patrimonio mondiale dell’Unesco per il valore naturalistico delle sue antiche faggete. Negli oltre mille ettari di questa parte dell’alto Aspromonte, Demetra non è da sola ma circondata da una serie di ‘gemelle’ più giovani di qualche secolo ospitate in una foresta dominata perlopiù dal faggio, dall’abete bianco e dal pino nero. Specie molto più alte della quercia che nel bosco ne limitano le finestre per ricevere luce ma che non ne hanno interrotto la strada verso un’età venerabile.

Il bosco di querce dell’Aspromonte 

Considerati i secoli di esposizione a intemperie e parassiti, per prelevare un campione di questa quercia millenaria sono stati necessarie pinze e bisturi. Demetra è in parte marcita, con un tronco cavo che non consente di misurarne gli anelli di crescita per stabilirne l’età. Si è potuto risalire alla sua data di nascita con l’esame al radiocarbonio eseguito dal Cedad dell’Università del Salento su una minima porzione di legno vicina al midollo.

“Gli alberi sono così longevi perché seguono un’evoluzione biologica molto diversa rispetto agli animali. Ci sono aspetti chiave per comprenderne la longevità come le dinamiche di crescita continua, la plasticità degli organi e la resistenza ai disturbi ambientali. – spiega Gianluca Piovesan, docente di Dendrologia all’Università della Tuscia e primo autore della ricerca su Demetra che sarà pubblicata a breve sulla rivista internazionale Ecology –  La scoperta di individui molto vetusti come Demetra permetterà di approfondire i meccanismi biologici peculiari del mondo degli alberi e in particolare la presunta assenza di un invecchiamento cellulare programmato”.

Rovere di 560 anni 

La rovere dell’Aspromonte appartiene a una subspecie della Quercus petraea, chiamata austrotyrrhenica, presente solo nelle foreste dell’Italia meridionale. “L’età estrema di Demetra segna un punto di svolta: ha spostato di oltre trecento anni la longevità massima conosciuta per le latifoglie ai climi temperati, come il faggio di cui ne esistono due esemplari di 620 anni sul Pollino, e di circa duecento anni rispetto a due querce datate con il radiocarbonio in Romania. – aggiunge Piovesan – Finora casi di Angiosperme, cioè alberi che fioriscono come la quercia, in grado di superare i mille anni erano stati segnalati solo nella foresta pluviale dell’Amazzonia e nelle regioni tropicali della savana africana dove i baobab possono raggiungere i duemila anni. Ora Demetra, insieme alle altre antiche roveri dell’Aspromonte dimostrano che questa grande famiglia di piante ha prospettive di vita simili anche in altri ecosistemi come l’Appennino calabrese”.