Ven 7 Ott 2022
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Depurazione e rifiuti, Valle Crati dovrà restituire ai cosentini 12 milioni di euro

Il Tribunale di Cosenza, con sentenza pubblicata il 9 dicembre scorso, accogliendo le ragioni dell’Amministrazione comunale, rappresentata dal Dirigente dell’Avvocatura di Palazzo dei Bruzi, Avv.Agostino Rosselli, ha revocato l’ingiunzione di pagamento del 14 gennaio 2010 di € 6.712.897.82, oltre interessi moratori, per un totale ad oggi di oltre 12 milioni di euro, che era stata emessa, in favore della  Valle Crati Spa, a titolo di corrispettivo fatturato per la gestione dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti e di depurazione delle acque reflue. Il contenzioso ha avuto un iter lungo e complesso,  in quanto lo stesso Tribunale, con precedente sentenza del  18 novembre 2011, aveva rigettato l’opposizione al decreto ingiuntivo per vizi di procedura  e la Corte di Appello di Catanzaro, con sentenza del   5 ottobre 2016,  aveva confermato la decisione del Tribunale. Il Comune di Cosenza ha potuto riassumere la causa, grazie all’intervento della Corte di Cassazione che, con sentenza del 9 aprile 2018, accogliendo il ricorso proposto dall’Avvocatura di Palazzo dei Bruzi, ha cassato le precedenti decisioni consentendo l’esame dei rapporti intercorsi tra le parti.

Soddisfazione per l’esito del contenzioso è stata espressa dal Sindaco Franz Caruso che si è congratulato con l’Avvocato Agostino Rosselli “per avere, attraverso una puntuale prospettazione delle ragioni del Comune, esercitato la dovuta opposizione ad una richiesta di pagamento difforme dalla normativa posta a tutela del buon andamento della Pubblica Amministrazione”.

Con la decisione assunta, il Tribunale di Cosenza, entrando nel merito del  contenzioso, in linea con la giurisprudenza consolidata della Corte Suprema che, peraltro, con sentenza   n. 8630 del 2017, aveva già rigettato analoga pretesa del Consorzio Valle Crati, ha dichiarato meritevole di accoglimento l’opposizione proposta dal Comune di Cosenza   contro Valle Crati Spa.

“Il Comune – ha spiegato il Dirigente dell’Avvocatura comunale Agostino Rosselli-  ha evidenziato l’inesistenza di un contratto tra le parti in causa e l’invalidità ed inefficacia di alcune scritture private sottoscritte dal Consorzio Valle Crati e da funzionari comunali al di fuori delle regole che disciplinano le obbligazioni contrattuali della Pubblica Amministrazione. I rapporti di fatto intercorsi tra il Comune di Cosenza, le Società che hanno gestito i servizi di rimozione rifiuti e depurazione delle acque ed il Consorzio Valle Crati, sono stati caratterizzati dalla cattiva gestione e dal mancato rispetto di norme imperative di leggi dello Stato sulla forma dei contratti, sulla competenza degli organi deliberanti, sulla copertura finanziaria delle spese e sui controlli del tutto assenti.  Il mancato rispetto delle leggi – ha sostenuto ancora Rosselli nel prospettare le ragioni del Comune – ha comportato l’inefficienza dei servizi pubblici indispensabili, con i noti disagi per la popolazione e la lievitazione dei costi a carico del bilancio dell’Ente che nel corso degli anni ha, comunque, sborsato ingenti somme di denaro al di fuori di ogni  regola di diritto pubblico”.