L’anticiclone africano si appresta a stringere l’Italia in una morsa di caldo torrido e afa opprimente. Dopo aver interessato l’Europa Occidentale e le regioni settentrionali, una massa d’aria di matrice subtropicale conquisterà l’intera penisola a partire da mercoledì 15 luglio, determinando un’impennata termica che colpirà in modo particolare il Centro-Sud.
L’estate 2026, che finora aveva mostrato un andamento differente rispetto ai trend roventi degli ultimi anni, subisce così una brusca inversione di rotta a causa del sopraggiungere di correnti roventi dal deserto del Sahara.
La stima delle temperature massime evidenzia una situazione meteorologica estrema per molte regioni italiane. Al Sud le temperature si attesteranno diffusamente tra i 38 e i 41 gradi, mentre in Sardegna, Sicilia e Calabria la colonnina di mercurio potrà toccare picchi compresi tra i 42 e i 43 gradi nelle aree interne. Per quanto riguarda le zone interne del Centro sono attesi valori termici tra i 37 e i 40 gradi.
Lo scenario si presenterà parzialmente diverso al Nord Italia: qui il termometro farà registrare valori assoluti più contenuti, ma la contemporanea risalita dei tassi di umidità determinerà un’afa molto intensa, rendendo la percezione del caldo particolarmente opprimente. Il disagio bioclimatico non si limiterà alle ore diurne, poiché è previsto un sensibile incremento delle notti tropicali, con minime notturne che in molte città faticheranno a scendere sotto la soglia dei 24 o 25 gradi.
Picchi termici e notti tropicali in Calabria
Il cambiamento della circolazione atmosferica si farà sentire in modo marcato sul territorio calabrese, interrompendo una prima parte di stagione che sembrava seguire un percorso termico più mitigato. A partire dal 15 luglio si registrerà l’afflusso di masse d’aria con valori termici compresi tra i 23 e i 24 gradi alla quota isobarica di 1500 metri, una configurazione che si tradurrà in condizioni di caldo estremo al suolo. Lungo i litorali e nelle principali pianure costiere le temperature raggiungeranno agevolmente i 35-37 gradi, con una spiccata incidenza lungo la fascia jonica e con possibili picchi superiori nel Reggino.
Le condizioni più critiche sono attese nelle vallate e nelle pianure dell’entroterra regionale. Nel Cosentino, nel Crotonese e nei settori interni tra il Vibonese e il Reggino il termometro è destinato a toccare punte di 42-43 gradi, con particolare riferimento alla Valle del Crati, alla Piana di Sibari e al Marchesato crotonese, aree storicamente soggette a forti surriscaldamenti in presenza di correnti meridionali. La persistenza della massa d’aria calda manterrà temperature elevate anche durante la notte, specialmente lungo le zone costiere, dove i valori termici orari potranno stabilizzarsi attorno ai 27-28 gradi anche in piena notte.



