Mer 25 Mag 2022
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“Gratteri presidente della Repubblica”, la petizione online lanciata da un ricercatore calabrese

Il toto nome sul nuovo Presidente della Repubblica italiana anima il dibattito politico e non solo. Tra i vari profili emerge anche il nome del procuratore capo della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri.

Il nome del magistrato è venuto fuori da oltre venti parlamentari e, per ultimo, da una petizione online sulla nota piattaforma Change.org, intitolata “Nicola Gratteri Presidente della Repubblica”. Oltre 1700 le sottoscrizioni in pochi giorni. 

La raccolta-firme, infatti, è stata lanciata lo scorso sabato 8 gennaio dal ricercatore universitatio Vincenzo Romano, nonchè presidente dell’associazione “Spegniamo il fuoco, accendiamo il futuro” di Longobucco, comune in provincia di Cosenza.

“In Italia non c’è verità e giustizia perché le mafie, la corruzione e le influenze dei grandi gruppi finanziari – scrive Romano nella petizione – vengono troppo spesso combattute solo a parole e non con i fatti. Solo pochi testimoniano quotidianamente con passione, dedizione ed abnegazione nei fatti, e non a parole, un forte senso di appartenenza allo Stato. Solo pochi mettono a rischio la propria vita e quella dei propri cari per difendere i principi e i valori della nostra Costituzione. Tra questi pochi, Gratteri ha dimostrato di poter riuscire in un’impresa che a tutti gli altri sembrava impossibile: cercare di liberare la Calabria e l’Italia intera dallo strapotere della ‘Ndrangheta”.

“Nessuno più di Nicola Gratteri – continua – riesce a dare fiducia ai cittadini italiani che lo Stato è dalla loro parte. Nessuno più Nicola Gratteri può stimolare i giovani al rispetto della legalità. Nessuno più di Nicola Gratteri può prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose nella gestione del PNRR. Nessuno più di Gratteri può dare quel senso del riscatto che permetterebbe a tutti gli italiani di fare di più e meglio. Di Nicola Gratteri ne abbiamo uno e rischiamo quotidianamente di perderlo per mano delle mafie. Cosa bisogna aspettare? Che lo uccidano per poi eleggere Presidente della Repubblica il fratello di Nicola Gratteri? Non vogliamo più martiri – conclude il ricercatore -, ma eroi vivi a garanzia delle nostre Istituzioni.