Manifestazione di protesta degli agenti della polizia penitenziaria oggi davanti al carcere di Catanzaro. Il sit-in è stato promosso dai sindacati di polizia per sollevare l’attenzione sugli ultimi episodi di violenza registrati domenica pomeriggio nel penitenziario a seguito di una rivolta scoppiata tra i detenuti e repressa dagli operatori di turno.
Tensioni che hanno portato al ferimento di quatttro agenti. La mobilitazione dei carcerati è partita dall’ala nella quale sono reclusi i soggetti con problemi psichiatrici. A protestare con veemenza era stato un detenuto straniero già in passato protagonista di episodi di violenza, trasferito da Catanzaro in altre carceri italiane e che solo poche settimane fa aveva fatto rientro a Siano. Offese e insulti razzisti avrebbero fatto da sfondo all’aggressione scattata con un gruppo di detenuti di un’altra sezione.
Le segreterie nazionali di Sappe, Osapp, Uilpa, Sinappe, Fns, Cisl, Uspp, Cgil e Cnpp hanno indetto l’odierna manifestazione all’istituto penitenziario “Ugo Caridi” di Catanzaro.
“A fronte di 650 detenuti presenti, gli agenti sono solo 340, quando invece dovrebbero essere almeno 470, quindi vi è una carenza di 130 unità”. “In più – spiegano i sindacati – a complicare maggiormente la situazione, vi è un esubero di detenuti con disagio psichico e, al contempo, una carenza di medici e psichiatri che possano seguirli”.
A rivolgere un appello alla Ministra Cartabia è stato Roberto Magro, segretario regionale del SiNNAPPe: “Vorremmo che venisse qui a vedere come si lavora nei reparti detentivi – ha detto Magro – e ci dica, insieme ai vertici, come dobbiamo lavorare, in quali condizioni. Siamo preoccupati perché riceviamo continue aggressioni. Veniamo a lavorare e non sappiamo come torneremo a casa dai nostri figli: con graffi, sfregiati, con la faccia gonfia o bruciati dalla bomboletta di gas”.



