A raccontare la macabra e crudele storia è l’associazione “Zampe in Salvo” in un post su Facebook. Una persona avrebbe portato un po’ distante dal centro urbano, vicino a un fiume, nella tranquilla località di “Scarcelli” un povero cane, ribattezzato Francesco.
Intorno all’ora di pranzo una signora che vive nella zona sente dei lamenti che sembrano lontani e preoccupata cerca di capire da dove potessero provenire. Intanto il “soggetto” ha dato un paio di colpi di accetta in testa al piccolo Francesco, e dopo averlo chiuso con meticolosa cura in un sacco, lo ha lasciato vicino al fiume”.
La signora si imbatte in quel sacco ma deve chiedere aiuto perché l’immagine che le si para davanti è così cruenta che la figlia che era con lei ha subito uno choc tale da provocarle un pianto disperato e convulso. “Francesco viene soccorso e condotto in clinica.
Un tragitto quasi infinito – racconta l’associazione nel post – accompagnato da guaiti forti e inconsolabili che sono durati finché il coma farmacologico non gli ha concesso un ultimo momento di pace, prima di quella eterna”. L’animale il giorno successivo è morto. Il veterinario non aveva dato molte speranze, ma ha fatto di tutto per salvarlo.
Contro il soggetto è stata presentata denuncia ai Carabinieri dal consigliere comunale di Fuscaldo con delega alla tutela dei diritti animali, Carmine Scrivano, dal volontario che insieme a lui ha soccorso Francesco, dalle volontarie animaliste di Fuscaldo, Annamaria Trotta e Francesca Foti, e da Zampe in salvo.



