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Un ospedale all’Unical, Pichierri: “Sarebbe un valido Policlinico Universitario”

In riferimento alle posizioni espresse dai Sindaci di Rende e Cosenza sull’ubicazione del nuovo presidio ospedaliero, ritengo doveroso dare un modesto contributo che potrebbe essere utile ed essenziale per invertire la disastrosa situazione dell’offerta sanitaria a Cosenza, così come in tutta la provincia. Orbene, partendo proprio dalle notizie apparse sugli organi di informazione credo si debba raccogliere l’opportunità espressa dal Governatore Occhiuto di aprire una fase di confronto con i Sindaci del comprensorio bruzio. 

Ciò, anche, per le opportunità offerte dal Pnrr, che potrebbero finalmente far realizzare un servizio sanitario efficiente e di alto profilo alle nostre comunità. 

Nel merito, reputo necessario sottolineare che la collocazione del nuovo Ospedale non possa essere ridotta ad una mera competizione tra la città capoluogo e Rende, anche perché parliamo di una stessa ed identica comunità. Semmai, bisogna decidere se si vuole realizzare un presidio che dia risposte di alto livello o, viceversa, mantenere un profilo ordinario che insegua soluzioni confuse e superficiali.

Mi piace sottolineare, inoltre, che pur tenendo nella dovuta considerazione i provvedimenti già adottati dai soggetti istituzionalmente preposti, l’offerta dei servizi ospedalieri dovrà tener conto, da qui al 2030, che in Italia avremo più di 20 milioni di pazienti cronici che dovranno necessariamente trovare posto in strutture assistenziali e sociali, idonee ed efficienti, ricordando che molti studi di settore si richiamano, per l’appunto, alla necessità di realizzare specifici presidi per la cronicità e, parimenti, strutture ultra specializzate per le patologie acute. 

Pertanto, credo sia necessario orientare le future scelte per la realizzazione di un nuovo Ospedale finalizzato alla cura delle acuzie nell’area dell’Università della Calabria dove già esistono le facoltà di Farmacia, Biologia, Chimica ed il plesso del nuovo corso di Laurea Magistrale in Medicina e Tecnologie digitali. Ciò consentirebbe di avviare, in tempi ragionevoli, un virtuoso percorso in grado di far nascere sul nostro territorio un valido ed esclusivo Policlinico Universitario caratterizzato da nuove figure professionali. 

Mentre, l’Ospedale dell’Annunziata, unitamente al presidio del Marino Santo e dell’Inrca, potrebbero essere riqualificati, finalizzandoli alla cura delle cronicità, alle attività ambulatoriali e alla diagnostica di ultima generazione (Cittadella della Salute) presidi, quest’ultimi, che valorizzerebbero, ancor più, la loro presenza a livello urbanistico e territoriale, con particolare riferimento al Centro storico ed ai Casali.

In conclusione, ritengo che ai cittadini dell’Area Urbana interessi e necessiti avere Ospedali che funzionino e non certo Ospedali ‘di quartiere’, che non sarebbero certamente in grado di offrire risposte qualificate alla pressante domanda di assistenza e cura.

E’ quanto fa sapere, attraverso un comunicato stampa, Franco Pichierri, Responsabile Nazionale del Dipartimento Sanità di ‘Noi con l’Italia’