Sviluppare e valorizzare la montagna. Ma soprattutto creare le condizioni affinché i giovani decidano di restare, in modo tale che anche i comuni che in Calabria sorgono su territori montani oltre a un passato fatto di storie e tradizioni possano avere anche un futuro. È questo uno degli obiettivi del disegno di legge in 19 articoli (“Disposizioni per lo sviluppo e la valorizzazione delle zone montane”) collegato alla manovra di bilancio approvato dal Consiglio dei ministri. La riunione dell’esecutivo a Palazzo Chigi si è svolta nella mattinata di ieri giovedì 10 marzo. Il provvedimento, promosso dal ministro Gelmini, che ha la delega sulla montagna, introduce misure, anche fiscali, per sostenere la crescita dei Comuni montani e per contrastarne lo spopolamento.
La parola chiave è infatti: “ripopolamento” specie in determinate zone, soprattutto di alta montagna e di crinale, ormai da tempo abbandonate o quasi.
In pancia il provvedimento – stando al testo giunto sul tavolo del Governo – ha soluzioni ad ampio spettro, a cominciare da misure fiscali di favore per le imprese montane “giovani”. Ma anche un credito di imposta, in misura pari al 10 per cento del valore degli investimenti effettuati negli anni dal 2022 al 2025, per gli imprenditori agricoli e forestali che esercitano la propria attività nei comuni montani e che investono nel miglioramento delle pratiche di coltivazione e gestione benefiche per l’ambiente e il clima. I rifugi di montagna possono essere concessi in locazione, fatte salve le prioritarie esigenze operative e addestrative del ministero della Difesa. Sono inoltre previste soluzioni per favorire i servizi di telefonia mobile e l’accesso ad internet. Marco Bussone, presidente Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani) ha sottolineato che il via libera alla legge costituisce un «primo passo importante verso un’azione forte e coesa in Parlamento».



