Il governo Draghi ha intenzione di muoversi la prossima settimana per fronteggiare gli effetti economici e sociali della crisi tra Ucraina e Russia.
Nel secondo semestre 2022 i costi dell’energia saliranno ancora. Per questo il decreto che il governo sta studiando dovrebbe contenere norme per abbassare le temperature massime consentite del riscaldamento negli edifici. Ma anche cambiare gli orari di accensione nei condomini in base alle zone e ridurre il consumo di luce negli uffici pubblici.
Già a Roma si attende ad ore un’ordinanza del sindaco Roberto Gualtieri per lasciare al buio i monumenti meno importanti di notte e per abbassare la temperatura dei caloriferi di due gradi.
C’è poi allo studio l’ampliamento del bonus sociale per le famiglie a basso reddito, mentre il presidente del Consiglio Mario Draghi ha parlato in più occasioni di un tetto sui prezzi del gas. Ma per la misura ci vuole un’intesa a livello Ue. In arrivo anche la tassa sui profitti realizzati dalle società elettriche, mentre sempre Draghi ha avanzato l’ipotesi di staccare il mercato dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili rispetto a quello del gas. E c’è anche la benzina. il cui prezzo continua a volare, arrivando a 2,3 euro per il servito (e crescono anche diesel e metano).
E mentre c’è chi minaccia scioperi, da Forza Italia arriva la proposta di ridurre le accise e mantenere l’Iva per tagliare il prezzo finale del carburante di venti centesimi al litro.
Per il decreto però, molto probabilmente, si dovrà attendere il prossimo Consiglio europeo fissato per il 24 e il 25 marzo prossimi. Perché, hanno spiegato ieri fonti del Mef all’Adnkronos, «non ci possono essere fughe in avanti rispetto all’Europa. Dobbiamo agire in fretta, ma coordinandoci a livello europeo, altrimenti tecnicamente non possiamo partire».



