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Altra data da ricordare: 1° maggio. Addio green pass e mascherina anche al chiuso

Con la speranza di mettersi alle spalle un periodo buio durato più di due anni, l’Italia è pronta a ripartire da domani con minori restrizioni. Tante le novità previste nel nuovo decreto che entrerà in vigore nelle prossime ore.

Oltre a quella del primo giorno d’aprile, la nuova data da cerchiare in rosso sul calendario è quella relativa al 1° maggio. È quel giorno, secondo quanto previsto dall’esecutivo, che il Green Pass, sia esso di base o rafforzato, non sarà più necessario in alcun luogo. L’unica eccezione, a dir la verità, è data dalle visite in ospedale e in RSA, dove sarà richiesta la certificazione verde fino al 31 dicembre 2022. Addio, dunque, al Qr code che attesta il vaccino, la guarigione o il tampone negativo anti-Covid, anche sui luoghi di lavoro.

L’uscita di scena del green pass sarà graduale. Fino al 30 aprile resta ancora obbligatorio quello rafforzato (ottenuto cioè con il ciclo vaccinale completo o con la guarigione) per una serie di attività al chiuso, dalle piscine ai convegni, dalle feste alle discoteche. Basterà invece il green pass base (ottenuto anche con un tampone negativo nelle ultime 72 ore se molecolare o 48 ore se antigenico) per accedere a mense, ristoranti al chiuso, concorsi pubblici, eventi sportivi all’aperto, aerei, navi, traghetti e treni.

Fino al 30 aprile vigerà la regola della mascherina al chiuso, con la sola esclusione delle abitazioni private, dal 1° maggio, invece, anche questa regola decadrà.

Attenzione, però, perché il Governo ha già messo le mani avanti avvertendo che il via libera arriverà se la curva epidemiologica lo consentirà. Se, dunque, dovesse proseguire l’aumento dei contagi e, contemporaneamente, si producesse una pressione troppo gravosa sugli ospedali, l’esecutivo potrebbe ripensarci.