Ven 27 Mag 2022
spot_img
HomeSanitàEmergenza 118, Occhiuto ai sindaci: "Individuare...

Emergenza 118, Occhiuto ai sindaci: “Individuare luoghi per elisuperfici”, ma poche le risposte

“Il servizio di emergenza 118, va necessariamente riorganizzato. Siano sulla stessa lunghezza d’onda con il responsabile della Suem di Cosenza. Riccardo Borselli”. Lo afferma Francesco Garofalo, portavoce del comitato spontaneo di cittadini per la difesa al diritto per la salute, di Cassano All’Jonio. E’ evidente, che la rete sanitaria urgenza- medica obsoleta, deve rispondere nella logica di una visione, atteso la ormai conclamata carenza di medici a bordo delle ambulanze del 118. Secondo quando si apprende – evidenzia Garofalo -, la Regione Calabria ha tracciato il percorso su cui intende muoversi in questo delicato settore.  In tale contesto, un ruolo importante è assegnato al soccorso elitrasportato. Ora tocca ai Comuni, destinatari tra l’Altro, di una lettera del Presidente Occhiuto, a fare la propria parte per individuare luoghi idonei alla realizzazione di elisuperfici, al fine da consentire l’atterraggio degli elicotteri anche in volo notturno, h24 ore al giorno. 

Anche alla luce – ricorda il portavoce del comitato -, della lettera denuncia del sindaco di San Lorenzo Bellizzi, in cui portava a conoscenza del fatto, che un suo concittadino, perse la vita perché l’elicottero non riuscì ad atterrare per mancanza di terreni idonei. Proprio in questo quadro, Sibari, con la sua posizione baricentrica, potrebbe tranquillamente ospitare il servizio dell’elisoccorso, che darebbe la possibilità ai cittadini di questa vasta area, di poter essere raggiunti in pochi minuti. 

Come ben sappiamo – rimarca Garofalo -, il fattore tempo è fondamentale e tante vite umane possono essere salvate. E’ anche tempo in cui non si può morire per mancanza di soccorsi. La qualità della vita – ha concluso -, dipende soprattutto ad una qualificata ed efficiente assistenza sanitaria, che deve passare necessariamente dalla riorganizzazione della medicina territoriale ed evitando soprattutto voli pindarici, che fino ad oggi, hanno prodotto uno sfascio completo della sanità calabrese.