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Record di passeggeri a Lamezia Terme, lo scalo calabrese tra i più dinamici d’Italia

Il sistema aeroportuale italiano consolida una fase di significativa espansione, trainato dalle ottime performance degli scali medi e da un progressivo allargamento della fascia alta del mercato. Secondo quanto emerge dalla XX edizione del Fact Book del Centro ITSM – ICCSAI dell’Università di Bergamo, presentata dall’Enac a Roma, il 2025 ha fatto registrare dati di grande rilevanza per la mobilità aerea nazionale, con la Calabria in prima fila grazie ai risultati degli scali di Lamezia Terme e Reggio Calabria.

Nel corso dell’anno, otto scali italiani hanno superato la soglia dei 10 milioni di passeggeri annui, e altrettanti si sono posizionati tra i primi 50 aeroporti europei per volume di traffico. Si tratta di una progressione netta rispetto al passato recente: nel 2018 gli aeroporti italiani sopra quella soglia erano soltanto quattro, saliti a sei nel 2019.

I risultati degli scali di media dimensione

Il rapporto evidenzia un forte dinamismo proprio tra gli aeroporti di media dimensione, ovvero quelli con un traffico compreso tra 3 e 10 milioni di passeggeri annui. In questa fascia si registrano tassi di crescita vicini o superiori al 10% per diverse strutture. Spicca in modo particolare la performance di Lamezia Terme, che ha registrato un aumento del traffico pari al +12,3%. Un risultato che permette allo scalo lametino di superare altri aeroporti in forte crescita come Bari, che ha segnato un incremento del +9,6%, e Firenze, attestatosi al +9,4%.

Questo posizionamento rafforza il ruolo strategico dell’aeroporto di Lamezia Terme all’interno del sistema dei collegamenti calabresi e meridionali, confermando come la mobilità aerea rimanga un indicatore decisivo per misurare l’attrattività e l’accessibilità dei territori.

L’exploit di Reggio Calabria e il quadro degli scali minori

Oltre a Lamezia Terme, la Calabria registra il trend fortemente positivo di Reggio Calabria. Lo scalo reggino ha beneficiato in modo evidente delle misure di sostegno alla mobilità e alla continuità territoriale, archiviando il 2025 con un aumento del traffico superiore al 50%, un dato che ha permesso di raggiungere la quota di circa un milione di passeggeri annui.

Il Fact Book evidenzia una generale variabilità tra gli aeroporti minori, dove si riscontrano spesso incrementi percentuali a doppia cifra. In questo contesto viene segnalato il caso di Trieste, che nell’arco di due anni ha raddoppiato il proprio traffico fino a raggiungere 1,6 milioni di passeggeri, complici gli interventi sulla continuità territoriale e il potenziamento dell’accessibilità ferroviaria.

Le dinamiche dei grandi aeroporti e il caso Bergamo

Nel panorama nazionale, analizzando le strutture con un traffico superiore al milione di passeggeri, l’unico segno negativo viene registrato da Bergamo, che segna una flessione del -2,4%. Il rapporto attribuisce questo rallentamento principalmente alle dinamiche negoziali legate al rinnovo contrattuale con la compagnia Ryanair, un elemento che sottolinea il peso contrattuale esercitato dai grandi vettori globali sulle sorti dei singoli scali.

Il quadro complessivo del Paese rimane comunque orientato allo sviluppo. Le prospettive per i prossimi mesi indicano una prosecuzione di questa tendenza, con Palermo che potrebbe raggiungere già nel 2026 lo status di nono scalo nazionale sopra la quota dei 10 milioni di passeggeri.