Sab 2 Lug 2022
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Il Santuario nella Grotta in Calabria è tra i luoghi di culto più importanti

La Calabria, non ci stancheremo mai di scriverlo, è una regione ricca di sorprese. Tra i luoghi mozzafiato, che ogni anno attirano milioni di turisti, ci sono anche molte piccole perle quasi sconosciute, posti dove il tempo sembra essersi fermato. Specchi d’acqua turchese incastonati tra le montagne, borghi disabitati e splendide architetture di difficile accesso fanno parte del nostro incredibile patrimonio artistico e paesaggistico.

Andando alla scoperta di questi gioielli, tra i luoghi più belli della Calabria scopriamo il Santuario della Madonna della Grotta di Bombile, nel Comune di Ardore in provincia di Reggio Calabria. Il luogo di culto del XV secolo, ritenuto tra i più importanti del Sud Italia, è situato nella frazione di Bombile, un villaggio di circa 600 abitanti.

È fabbricato sopra un rialzo alto e lungo formante una collina orofluviale, lambita a tramontana dal fiumicello di Condojanni, ed a sud dal secco Vallone della Grotta.

Pare che Bombile abbia origine remota ma oscura. Forse derivò anch’esso dalla distruzione di un’ antica città che i Greci chiamarono Orra-Locron, ed i Romani Uria, fondata da Idomeneo re di Creta nelle campagne ove oggi sorgono Condojanni e Bombile.
Il suo nome deriva dal greco e significa “ape ronzante” per la presenza di molti alveari nelle campagne circostanti. Secondo altri studiosi invece il nome si riferisce a Cumbile che dovrebbe significare zona di Catacombe. Questo villaggio è conosciuto soprattutto per il Santuario della Grotta.

L’antico Santuario era incastonato in una impervia parete rocciosa ed era raggiungibile solo mediante una scalinata alta 28 metri scavata nella pietra, formata da 141 gradini, che i devoti percorrevano anche in ginocchio.

Il 28 maggio 2004 un costone della montagna staccatosi, intorno alle ore 12.30, ha completamente distrutto il Santuario. Si è salvata la statua della Madonna, miracolosamente, e tutte le persone che fino a pochi istanti prima sostavano all’interno del Santuario e nel piazzale antistante.

L’antico sito è diventato purtroppo impraticabile così come l’unica via d’accesso al suggestivo luogo di culto e da allora si sono succeduti innumerevoli solleciti per un repentino restauro della Chiesa ipogea.
Di notevole interesse artistico e unico nel suo genere in Calabria, era interamente costruito dentro una grotta scavata nell’arenario della parete perpendicolare di una collina da Fra Jacopo da Tropea, nel 1507, che voleva dedicarsi alla vita eremitica. La Chiesa fu consacrata nel 1625. L’aspetto del Santuario è stato condizionato da una serie di rifacimenti iniziati nella seconda metà dell’ottocento.

La grotta nel 1891 assunse la caratteristica forma interna a croce greca, con due cappelle ai lati, una del Crocefisso e una della Madonna Addolorata. Il portale d’ingresso della chiesa era costituito da due colonne corinzie, con capitello d’acanto scolpito in pietra di tufo.

All’interno della Chiesa era collocata una statua in marmo di Carrara della Madonna che regge il Bambino, attribuita al Gagini e risalente a metà del XVI secolo. La statua era posta su di uno splendido altare del XVI secolo rimasto sepolto sotto la frana.
La campana si trovava issata sulla roccia accanto alle celle alte ed era priva di battacchio, infatti, veniva fatta suonare col lancio di sassolini o pezzetti di ferro o con monete lanciate dai numerosi devoti giunti per la prima volta che si accalcano sotto ad essa, ligi alla credenza secondo cui chi suona la campana, avrà la ventura di tornare al santuario, negli anni successivi. La pregevole statua marmorea del Gagini datata 1509, miracolosamente rimasta illesa nel rovinoso crollo, è stata recuperata e traslata nella Chiesa dello Spirito Santo che era sede dell’omonima parrocchia estinta per decreto vescovile.

La sede del santuario è quindi diventata la Chiesa dello Spirito Santo e lì, nonostante i rovinosi eventi accaduti, continua la storia di fede e devozione di questo antico santuario ancora meta di pellegrini e devoti.

Ogni anno, il 24 Aprile, inizia la novena in onore della Madonna della Grotta accorsata dai molti fedeli e devoti del circondario e della provincia di Reggio Calabria. Le celebrazioni nel Santuario e le manifestazioni religiose, oggi come un tempo si concludono con un pellegrinaggio nei primi tre giorni di Maggio. Il 1 Maggio il Santuario è invaso e ricolmo della fede dei pellegrini della piana di Gioia Tauro e soprattutto dai cittanovesi, legati alla Vergine della Grotta da antichissima tradizione, che ancora oggi arrivano al santuario a piedi dopo un lungo cammino che dura tutta la notte tra il pomeriggio del 30 Aprile e le prime ore del 1 Maggio.

La notte tra il 2 e il 3 Maggio si sosta in chiesa, in compagni di Maria, per celebrare la sua festa il 3 Maggio.
In questi primi tre giorni di Maggio lo spiazzo antistante si anima di bancarelle ricche di tipici prodotti calabresi: la calia (ceci abbrustoliti nella sabbia rovente), i ‘nzùddhi e i mustaccioli (biscotti di miele e farina).
Durante i giorni di pellegrinaggio, mistico e profano si fondono: i pellegrini bivaccando all’aperto intrecciano danze e suoni paesani, ma soprattutto fanno mostra della classica e pittoresca tarantella calabrese.

La visita alla Madonna e i pellegrinaggi vanno avanti per tutto il Mese di Maggio e durante l’estate.