Mer 10 Ago 2022
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Carceri, a rischio la salute dei detenuti in Calabria: pochi medici e personale penitenziario

Con pochi medici la situazione del carcere di Catanzaro Siano è gravissima per gli operatori e per la tutela della salute di detenuti e personale penitenziario.

Questa la denuncia alle istituzioni della Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu con una lettera del segretario nazionale Francesco Esposito che riportiamo integralmente.

Gentile Direttore,

la situazione nell’Istituto penitenziario di Catanzaro Siano è grave e i medici in servizio si trovano in una situazione lavorativa insostenibile.

Il continuo processo di depauperamento di medici nell’area sanitaria dell’istituto sta creando, nell’ultimo periodo, notevoli criticità per la copertura dei turni, per un istituto penitenziario che accoglie quasi 700 persone.

Una mole di lavoro che comprende: le visite mediche ai nuovi detenuti o trasferiti da altro istituto e la relativa stesura della cartella clinica, la programmazione delle visite e delle disposizioni varie; le visite mediche nei padiglioni che arrivano a superare le 80/90 al giorno; le continue richieste di interventi per urgenze dai vari padiglioni; i nulla osta alla traduzione per i detenuti partenti; le continue richieste di certificazioni da parte della polizia penitenziaria; l’assistenza continua ai pluripatologici e per i detenuti psichiatrici per gli atti autolesionistici.

L’attuale situazione sanitaria è oltre i livelli di guardia nell’istituto penitenziario e necessita di interventi rapidi, su più fronti.

Nel merito.

Le difficoltà inerenti l’aumento delle patologie psichiatriche, delle tossicodipendenze e dei pazienti fragili, impongono un servizio ben strutturato delle varie branche specialistiche non più presenti e da implementare (si sottolinea la mancanza della figura specialistica psichiatrica) e un’ottimale riorganizzazione di quelle già operanti.

Da rivedere le prestazioni nell’ambito della prevenzione, diagnosi cure e riabilitazione che non possono ovviamente essere espletate per la mancanza di un corretto ed adeguato numero di medici.

Quanto sovraesposto accende i riflettori sullo stato di pericolosità in cui sono costretti ad operare quotidianamente i professionisti sanitari.

Se la situazione dovesse rimanere invariata i medici, pur garantendo la presenza quotidiana in istituto, si troveranno loro malgrado ad iniziare una forte ed incisiva forma di protesta e a garantire solo le urgenze/emergenze fino al ripristino di un adeguato numero di personale.