Mer 28 Set 2022
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Morì a soli 21 anni in un incidente sulla 106, Cassano intitola una via a Raffaele Sbarra

Un doveroso tributo verso un giovane “esemplare” che, nonostante i suoi soli 21 anni, si era già fatto ben volere e stimare da tutti e che, a causa della malattia del papà, aveva dovuto lasciare la scuola e andare a lavorare per portare a casa il pane, per i genitori e i fratelli più piccoli.

Ma anche un segnale forte, un monito per invocare il rispetto delle norme sulla circolazione stradale e strade più sicure, in particolare una, la famigerata Statale 106, di cui è stato una delle innumerevoli vittime. 

Accogliendo la richiesta avanzata dall’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, che da anni si batte per porre fine alla scia di sangue sulla “Strada della morte”, come viene tristemente definita la lunga e pericolosa arteria che attraversa tutta la Calabria, proposta ritenuta “condivisibile e da accogliere per il suo significato morale e sociale e per l’importanza che assume per tutto il territorio”, per citare la delibera, la Giunta comunale di Cassano all’Ionio (CS), il paese dove risiedeva, con atto del 9 luglio 2022 ha deliberato di intitolare una strada comunale a Raffaele Sbarra, l’appena ventunenne vittima di un terribile schianto tra la sua moto e un’auto occorso appunto lungo la 106 nel territorio di Roseto Capo Spulico il 18 agosto 2012: la cerimonia si terrà proprio il 18 agosto 2022, nel decimo anniversario della tragedia. Il tratto di strada intitolato al giovane si trova, in particolare, nella frazione di Sibari, presso la Bruscata grande (località Millepini). 

L’incidente all’epoca fece molto scalpore anche perché l’automobilista, oggi 39enne di Amendolara, che lo aveva causato invadendo la corsia opposta dove sopraggiungeva l’incolpevole motociclista, era risultato ampiamente positivo all’alcoltest: guidava in stato di ebbrezza.

I familiari di Raffaele, in testa la combattiva mamma Loredana Maritato, hanno dovuto sostenere una lunga e dura battaglia per rendere giustizia al loro ragazzo, affiancati da Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini a cui si sono affidati, attraverso l’Area manager Puglia Luigi Cisonna, e che ha profuso davvero ogni sforzo, con successo, perché si arrivasse a chiudere un processo che si strascinava da anni e ottenere un congruo risarcimento per una famiglia straziata dal dolore e che, con il proprio caro, aveva perso anche il suo principale sostengo economico.

Si è così giunti, da parte del Tribunale di Castrovillari, alla condanna a due anni di reclusione dell’automobilista, cui è stata ascritta l’esclusiva responsabilità del sinistro, escludendo quindi qualsiasi eventuale concorso di colpa della vittima. 

Non solo. Mamma Loredana ha portato anche sui media la vicenda del figlio proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica, e i giovani in primis, al rispetto delle regole sulla strada intervenendo, tra le altre, nella nota trasmissione TV7 di Rai 1, nella puntata del 14 febbraio 2020, e chiudendo con un appello che tutti dovrebbero fare proprio: “Quando vi mettete in macchina non pensate solo a voi stessi, pensate alla vita degli altri”.

Nel corso dell’iniziativa organizzata per l’intitolazione della strada a Raffaele Sbarra verrà nominato Socio Onorario dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” il Maresciallo Maggiore della Benemerita Arma dei Carabinieri Guido Della Sala. Per la prima volta in Calabria un uomo delle Forze dell’Ordine sarà insignito Socio Onorario di Basta Vittime per l’esemplare operato svolto nel corso del tragico sinistro stradale in cui perse la vita il giovane Sbarra.

“L’intitolazione di una strada a Raffaele Sbarra – spiega il presidente dell’o.d.v. Basta Vittime Sulla Strada Statale 106, Leonardo Caligiuri – per noi, e credo per tutta la Calabria, ha un valore immenso. Essa infatti non costituisce solo il riconoscimento delle qualità umane e morali di questo ragazzo poco più che ventenne, ma già con la testa sulle spalle, che aveva messo da parte tutti i sogni e i divertimenti dell’età per sostenere la sua famiglia, ma anche e soprattutto l’ennesima, autorevole conferma dell’emergenza nazionale costituita dalla Statale 106, che è come se fosse una guerra, un conflitto, con il relativo prezzo da pagare in termini di vittime innocenti, di feriti anche gravi, di famiglie distrutte per sempre.

Perché è vero, e il caso specifico ne è un esempio ancora più evidente, che gli incidenti accadono nella stragrande maggioranza delle circostanze per la (ir)responsabilità di quanti infrangono le regole, ma è altrettanto vero che le conseguenze di queste fatali violazioni vengono acuite all’ennesima potenza quando le strade presentano standard di sicurezza insufficienti e inadeguati, come la 106.

L’iniziativa del Comune di Cassano allo Ionio, che ringraziamo per la sensibilità dimostrata, rafforza ancora di più la voce che si leva alta da una vita da questa terra verso le istituzioni: si consideri la “Strada della Morte” una questione nazionale, e si intervenga. Anche per Raffaele e per tutte le altre decine e centinaia di croci che la costellano, perché il loro sacrificio non sia stato del tutto vano”.

Alla cerimonia, oltre ovviamente a mamma Loredana, papà Antonio, al fratello Samuele, alla sorella Veronica e a tantissimi altri parenti, amici e conoscenti di Raffaele, ed al Maresciallo Maggiore della Benemerita Arma dei Carabinieri Guido Della Sala, interverranno S.E. Mons. Francesco Savino (Vescovo di Cassano All’Ionio), Giuseppe Papasso (Sindaco di Cassano All’Ionio), Leonardo Caligiuri (presidente dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”), l’Avv. Dario Giannicola (Presidente Nazionale ASSAPLI), e Luigi Cisonna per Studio3A.