Mer 17 Lug 2024
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Nuova missione Nasa sulla Luna, sistema di simulazione realizzato dall’Unical

C’è anche un po’ di Calabria nella missione Artemis, che doveva partire proprio ieri per la Luna e il cui lancio è stato rinviato, per un problema ai motori, al 2 settembre.

L’Università della Calabria ha partecipato con la realizzazione di un sistema di simulazione denominato SpaceFom. Nel team c’è l’ingegnere Alfredo Garro, professore associato di ingegneria informatica all’Unical.

Garro è stato anche, nel biennio 20/21, presidente dell’Associazione italiana systems engineering (ingegneria dei sistemi), carica per la prima volta affidata ad un accademico.

“Non è stato facile accreditarci, si è trattato di un processo molto lungo: siamo partiti nel 2013 con un progetto internazionale guidato dalla Nasa – dice Garro all’AGI – che ha coinvolto diverse università, in cui si doveva simulare un insediamento lunare e il team dell’Unical ha conseguito ottimi risultati, e questo ha portato me e l’ingegnere Alberto Falcone a trascorrere anche un anno, nel 2016, a Houston, al NASA Lyndon B. Johnson Space Center”.

La collaborazione, spiega Garro, “è proseguita e ha consentito la definizione dello standard SpaceFom e di altri risultati importanti, alcuni molto riservati. Lo standard – aggiunge Garro – è frutto dell’attività di un comitato internazionale, di cui io ho avuto l’onore di essere eletto vicepresidente, e definisce regole, protocolli, soluzioni e modelli impiegati dai partners del programma Artemis per simulare la missione”.

Artemis è alla fase uno, ma si andrà avanti con la seconda e terza fase, che nel 2026 dovrebbe portare di nuovo l’uomo, e anche la prima donna, sulla Luna. Si pensa ad un insediamento stabile sul suolo lunare come prima tappa di un viaggio su Marte. Occorre simulare e monitorare le missioni. Poi si passa alla fase operativa vera e propria. Il programma è finanziato con 35 miliardi di dollari dal governo americano e coinvolge anche le agenzie spaziali Europea (Esa), Italiana (Asi), Giapponese (Jaxa), Britannica (UK Space Agengy) e Canadese (Csa).

“È un programma molto ambizioso e noi siamo orgogliosi di parteciparvi. L’obiettivo finale resta Marte – dice ancora Garro – ma per ora si punta alla partenza del 2 settembre”. Una missione che servirà pure a lanciare l’ateneo calabrese davvero tra le grandi università del mondo, con conseguenti ricadute anche sul territorio, dove si auspica la nascita di diverse aziende spin-off.