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A tu per tu con Franco Galiano: ambasciatore del cedro nel mondo

di Virgilio Minniti

La cultura non muore mai. E’ paziente, sa aspettare, incassa i colpi, ma alla fine è viva e vegeta. La Riviera dei Cedri lo ha dimostrato ampiamente, proponendo un calendario intriso di appuntamenti culturali e soprattutto di strumenti atti a valorizzare le peculiarità del territorio. Tra queste eccellenze spicca il Cedro, carattere distintivo della Riviera dei Cedri, sacro agrume, unico nel suo genere, contenitore di tradizioni mai sopite e che riecheggiano nell’epoca moderna portando l’arcobaleno di una cultura che ha ancora voglia di luccicare e di donare sprazzi di bellezza che vanno ad arricchire ulteriormente un territorio di impareggiabili meraviglie.

 

Abbiamo incontrato Franco Galiano, uno dei maggiori scrittori calabresi, da sempre convinto assertore del Cedro e Presidente dell’Accademia Internazionale del Cedro. Con Galiano abbiamo parlato dell’estate ormai archiviata e del legame del sacro agrume con il nostro territorio.

 

Che stagione è stata l’estate 2022?

“Senz’altro positiva, si è registrato un notevole interesse nei confronti del sacro agrume, eccellente, simbolico e significativo. I turisti hanno avuto modo di conoscerlo e di conseguenza hanno compreso anche il legame con gli ebrei e scoperto l’importanza che riveste la festa del sukkòt.”

Quale Il simbolismo di questa importante festa?

“Una festa di ringraziamento, di positività della vita, di ottimismo; una festa in cui si riconosce la bontà della quotidianità, la provvidenza divina, la fertilità della terra che permette al mondo di sopravvivere e nel caso della nostra Riviera richiama il clima stupendo in cui il Cedro vegeta e vive. Il Cedro ha bisogno di una temperatura costante, mite; vegetando qui da noi indica il termometro di una temperatura che simboleggia l’ eterna Primavera.”

Quale il segreto della sua perseveranza nella promozione del cedro? 

“Il tutto deriva dalla positività del messaggio del Cedro. Coltivarlo, credere nel valore di questo frutto, significa credere nella positività della vita. Per una Calabria che sa guardare, che sa sperare e di conseguenza vuole realizzare…”.