Gio 8 Dic 2022
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Telefonate continue e a qualsiasi orario dai call center: flop registro delle opposizioni

In una giornata possono arrivare anche più di 20 telefonate di pubblicità. Una situazione che infastidisce milioni di utenti. Flop per il Registro pubblico delle opposizioni, che è stato esteso quest’anno a tutti i numeri di telefono nazionali, fissi e mobili, e che su carta dovrebbe consentire ai cittadini di opporsi alle chiamate indesiderate da parte dei call center. La stretta sul telemarketing non starebbe funzionando, e l’iscrizione sarebbe stata inutile per la maggior parte degli utenti. Lo denuncia l’Unione Nazionale Consumatori, snocciolando i dati sul fallimento di questa importante iniziativa che tutela la privacy e che impedisce agli operatori di usare i numeri dei privati per scopi pubblicitari.

L’iscrizione al Registro pubblico delle opposizioni consente annulla i consensi precedentemente rilasciati per evitare di essere contattati dalle aziende. L’unica eccezione prevista dalla legge è quella che riguarda i gestori delle utenze, cioè le entità con cui si hanno contratti continuativi, come quelli di gas, luce, acqua o telefono, e quelli esplicitamente autorizzati successivamente alla data di iscrizione.

Il blocco riguarda sia le chiamate effettuate da operatori umani, sia quelle automatizzate, dette “robocall”. L’opposizione inoltre può riferirsi anche alla pubblicità cartacea, qualora il proprio indirizzo sia presente negli elenchi telefonici pubblici.