Lun 28 Nov 2022
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Mareggiate e schiume sul Tirreno, per l’Arpacal è “muco di mare”

A seguito di violente mareggiate nei giorni scorsi sulla zona tirrenica si è venuta a formare una “schiuma” bianca che ha destato la curiosità di quanti hanno assistito a questo fenomeno.

Fabrizio Fabroni, esperto di biologia marina di Arpacal, spiega così quanto conosciuto dagli addetti ai lavori: “Si tratta, del cosidetto “muco di mare” generato dalla decomposizione di microalghe che col forte moto ondoso provoca emulsione”.

Michelangelo Iannone, direttore scientifico, precisa che il fenomeno del tutto naturale è riscontrabile in letteratura ed evidenziato in analoghe circostanze anche in altre zone in Italia: “queste “schiume” sono dovute alla sostanza organica presente nell’acqua di mare, che per azione del moto ondoso e del vento si trasforma in schiuma”.

Ad accentuare il tutto, in particolare nella zona di Santa Maria di Ricadi documentato ieri nelle foto e video di Fabroni, vi è la prossimità di substrati duri come scogliere o frangiflutti.

«Sarà davvero così? Mah, non sono uno scienziato ma sembra schiuma di detersivo… – si è chiesto un dubbioso Occhiuto -. Secondo la Stazione Zoologica Anton Dohrn (con cui la Regione sta conducendo un progetto di monitoraggio e salvaguardia del mare calabrese, ndr) il fenomeno potrebbe anche essere causato dall’inquinamento e io voglio escludere categoricamente che sia così.

Ecco perché ho chiesto ai dirigenti regionali di predisporre nuovi controlli ed eventualmente investire del caso i carabinieri del nucleo ambientale».