Un vero e proprio tuffo nelle emozioni. “Tra” le emozioni; dentro gli stati d’animo, dentro le paure, dentro i ricordi. Una bellissima esperienza attraverso cui ricercare probabilmente sé stessi oppure – meglio, ancora- consapevolezza, libertà, serenità. Di cosa parliamo? Delle cosiddette “costellazioni”. Se ne sussurra già da tempo, nel mondo. In Calabria ed a Reggio, in particolare, nelle settimane scorse è approdata Elena Meneghetti, certificata “Professionista nella specialità Costellazioni”. La giornata è stata organizzata dal dottore Nino Romeo, farmacista ed istruttore del metodo Silva.
Cosa sono?
Hai un obiettivo che non raggiungi in ambiti dove altri riescono? Hai un problema di cui non riesci proprio a capire l’origine? Le Costellazioni offrono un potente metodo per il superamento di difficoltà personali. Il modello parte dal presupposto che gli ostacoli derivino da dinamiche che hanno radici antiche e si trasmettono attraverso le generazioni in modo inconsapevole. Le Costellazioni consentono di svelare e sciogliere questi “irretimenti” e di liberare le persone dalle influenze sistemiche disfunzionali in modo che possano riprendere possesso del proprio benessere e delle risorse per perseguire i propri obiettivi. Ancora non tutto chiaro? “Le costellazioni offrono un potente metodo per il superamento di difficoltà personali”, racconta Elena. “Il modello parte dal presupposto che dinamiche disfunzionali della persona derivino da “irretimenti sistemici” attivati in modo inconsapevole al fine di mantenere in equilibrio l’intero sistema. Poiché queste dinamiche hanno radici antiche e si trasmettono attraverso le generazioni in modo inconsapevole, si manifestano con difficoltà apparentemente difficili da interpretare e da risolvere”, spiega la coach.
Ecco come si svolgono
“La tecnica delle costellazioni consente di svelare e sciogliere questi irretimenti al fine di liberare le persone dalle influenze sistemiche in modo che possano riattivare le proprie risorse e perseguire i propri obiettivi e il proprio benessere. Le costellazioni si svolgono in gruppo e si avvalgono delle risorse di tutti i partecipanti. La persona “costellata” è quella che porta in prima persona il tema sul quale il gruppo lavora. L’esperienza ha evidenziato però che tutti i partecipanti beneficiano del lavoro e spesso risolvono le proprie difficoltà collaborando in veste di “rappresentante” o anche solo di osservatore delle costellazioni altrui.
I rappresentanti sono coloro che vengono chiamati a impersonare familiari o personaggi che il conduttore ritiene abbiano giocato un ruolo nell’irretimento della persona. Durante le costellazioni, infatti, i problemi non vengono analizzati a livello verbale e cognitivo, bensì rappresentati a livello sensoriale ed esperienziale. La caratteristica principale delle costellazioni è proprio il Valore preminente dato all’esperienza e all’evidenza sensoriale, che guidano il conduttore nella risoluzione della dinamica sistemica, disfunzionale per la persona.

Quello che più colpisce il neofita che partecipi ad un incontro di costellazioni è la creazione di uno spazio, il cosiddetto “campo morfogenetico”, all’interno del quale i rappresentanti dimostrano di essere a conoscenza di sensazioni, emozioni e nozioni di persone che non hanno mai incontrato. La persona costellata sembra infatti aver ricevuto, insieme al patrimonio genetico, anche un patrimonio genealogico di cui non è consapevole e che è in grado di trasmettere a degli sconosciuti in modo non-verbale. L’abilità principale richiesta ai partecipanti è quindi quella di poter svestire i propri panni (sensazioni, emozioni, soprattutto pensieri, giudizi, interpretazioni) e farsi “antenna”, lasciarsi attraversare da segnali che serviranno al conduttore per svelare e sciogliere i nodi che ostacolano il benessere e il raggiungimento degli obiettivi della persona.
E tu, sei pronto a farti costellare?
Elena Meneghetti è esperta di comunicazione, con un background da linguista e filologa. Dopo una carriera ventennale in multinazionali come global top manager prima e consulente poi, rimane affascinata dai risultati che si possono ottenere semplicemente attivando le proprie risorse naturali interne per sopravvivere e prosperare. Partecipare ad una costellazione arricchisce e gratifica. Tutto ciò che avviene resta in quella stanza e chi si costella non può parlarne per 28 giorni. Perché? “Per raggiungere un livello profondo e consapevole, metabolizzare ciò che accade. A me resta tanta ricchezza rispetto alle storie ascoltate. Ed ho in mente gli occhi di ognuno…”. Si piange e si ride, ci si abbraccia, tra odio e amore. Piena libertà. E positività, con convinzione. Ma anche il ripristino dell’equilibrio, l’amore, la pace. Si, la nostra auspicata pace interna.



