L’arrivo in Calabria di Elly Schlein ha suscitato fiducia e speranza per una fase nuova di vero rinnovamento e concreta partecipazione politica.
Dopo la prima fase congressuale che ha registrato nella nostra terra una significativa e importante affermazione della mozione Schlein, ora potrà radicarsi un impegno non solo di riforma strutturale dell’essere partito della sinistra con una chiara e riconoscibile entità, ma soprattutto l’instaurarsi di un patto sociale in un territorio dove il vivere civile e’ spesso disatteso con inesistenti diritti di cittadinanza.
Basta pensare alla precarietà assoluta della sanità e ai centinaia di migliaia di cittadini senza lavoro e occupazione.
La Calabria e il mezzogiorno pagano un divario enorme rispetto al contesto nazionale che rischia di ampliarsi enormemente col disegno scellerato dell’autonomia differenziata di stampo leghista che mira essenzialmente a spaccare l’Italia in due zone contrapposte tra loro. Nessuno come la Calabria può vantare posizioni territoriali strategiche per essere la porta d’ingresso dell’occidente e snodo assoluto delle relazioni tra nord e sud del mondo. Perche’ il mediterraneo oggi ,e lo sarà ancora di piu, e’ il nuovo baricentro del pianeta.
Eppure con tali potenzialità siamo la zona più povera d’Europa, dove da tempo e’ in atto un esodo a carattere biblico, soprattutto di giovani, verso altre zone del Paese e del continente europeo.
E i nostri giovani sono molto preparati, formati spesso negli atenei calabresi e che trovano spazio occupazionale nel tessuto imprenditoriale pubblico e privato italiano e mondiale.
All’emergenza occupazione e sociale rischia di saldarsi la forza invasiva della criminalità organizzata, che già adesso mina enormemente la tenuta democratica e civile.
Un impegno concreto di una nuova fase del sud puo’ supportare anche una forte revisione del modello di sviluppo che nei decenni ha creato enormi divari sociali e territoriali. Infatti si registra, soprattutto nel mezzogiorno, una crescita enorme delle povertà e un’assenza abissale di lavoro e un abbassamento enorme della spesa pubblica e della presenza dello stato. Così come si pone la necessità di rivedere l’impianto federalista dello stato, attribuendo alcune materie alla funzione statale, ad esempio la sanità; Non e’ pensabile avere in Italia venti sistemi sanitari.
Dati che oltre al vistoso spopolamento generano crescente sfiducia verso le istituzioni e la Politica. Non e’ un caso che in Calabria e nel mezzogiorno la partecipazione al voto e’ la più bassa di tutte le altre zone d’Italia.
La Calabria e il sud , dopo aver contribuito enormemente su scala europea, all’ottenimento della fetta più consistente dei fondi del PNRR, per via della forte sofferenza sociale e divario territoriale, oggi rischiano di vedersi defraudati dai fondi assegnati per essere indirizzati verso il nord. Come non essere preoccupati che a breve , per un provvedimento legislativo approvato, tante scuole di ogni ordine e grado nella nostra regione perderanno l’autonomia e molte altre verrano soppresse, soprattutto nelle aree interne e nelle zone dove e’ forte l’insediamento criminale della mafia.
Oggi il sud non e’ altro che un’area di consumo per le industrie del nord che hanno il solo fine di capitalizzare i loro interessi. Ed e’ miope pensare che L’Italia possa essere competitiva nel mondo senza il mezzogiorno, che e’ il 40% della popolazione e del territorio.
Senza il sud la nostra nazione sarebbe sostanzialmente corrispondente a grandi regioni di alcuni stati centrali europei., come ad esempio l’area regionale di Parigi e la Baviera tedesca messa insieme.
Rispetto a questo quadro, la Politica e la sinistra soprattutto, con azioni forti e di profondo rinnovamento, può scrivere pagine nuove e intense di impegno civile e culturale. Per accendere la luce del progresso e vincere la rassegnazione.
Ed Elly Schlein con il suo programma,
l’ innata forza politica , e la crescente mobilitazione sociale, può rappresentare la rottura di antiche incrostazioni e l’inizio di un nuovo campo per la sinistra e la democrazia.
Giuseppe Terranova



