Il Genoa – in vista della sfida contro il Cosenza – ritrova Bani, Strootman e Hefti (con i primi due subito titolari), mentre ancora assente Coda nel reparto offensivo che ruoterà attorno a Puscas (“spero sia la sua serata perché da tempo sta lavorando duro per il bene della squadra” Alberto Gilardino).
In vista della sfida contro i liguri, mister Viali deve fare ancora i conti con il centrocampo (reparto che cambia spesso per i tanti infortuni). Questa volta è Voca a non risultare tra i convocati e, dunque, rimarrà in terra calabra con gli altri indisponibili Zarate, Praszelik e Finotto. Spazio dal primo minuto, dunque, per Caló e Nasti, forse la punta ritrovata che mancava al Cosenza galvanizzato dopo la doppietta vincente in un minuto nel derby – contro la Reggina – vinto in rimonta dai rossoblù.
Parte subito forte il Genoa con Puscas che prova a forzare la giocata di testa, Micai senza problemi blocca al 10’ di gioco. Insiste la formazione di casa mentre il Cosenza rimane corto e attento in fase di non possesso chiudendo bene le linee di passaggio al grifone che si trova costretto a forzare la giocata per superare la folta difesa dei calabresi.
Al 20’ ancora un’occasione per il Genoa che soffre quasi niente mentre crea tanti pericoli in fase di costruzione. Sabelli prova ad indirizzare morbidamente di tesa la sfera di gioco che supera Micai ma anche la traversa. Sospiro di sollievo per il Cosenza che alla prima sbavatura difensiva rischia di andare in svantaggio.
Prima mezz’ora di tranquillità per Martinez che entra nei meccanismi di gioco solo in alcuni sviluppi come difensore aggiunto per far ripartire l’azione dei padroni di casa, mentre Micai – dall’altra parte – continua a vivere un bombardamento dalla distanza da parte dei liguri che si affidano alla potenza di Gudmundsson per superare il muro eretto dai calabresi a ridosso della propria area di rigore.
Disattenzione Cosenza, vantaggio Genoa
Poco dopo la mezz’ora di gioco il Genoa riesce a trovare l’episodio che sblocca la partita: calcio di punizione al vertice destro dell’area di rigore difesa dai calabresi dal quale parte lo schema chiamato da Gudmundsson che serve sul secondo palo per un liberissimo Dragusin che deve solo indirizzare bene verso la porta per firmare il vantaggio dei liguri. Cosenza che soffre molto i cambi di gioco repentini del Genoa bravo a capire e sfruttare i momenti critici degli ospiti per affondare il colpo troppo spesso, però, senza la giusta precisione.
Primo tempo che racconta di un Cosenza che non riesce quasi mai ad occupare la metà campo avversaria pericolosamente mentre regge bene in fase di non possesso aiutata anche dall’imprecisione sottoporta di Sabelli e compagni fino al vantaggio firmato da Dragusin sugli sviluppi di un calcio di punizione. Nel finale di primo tempo il Cosenza prova ad alzare il ritmo in fase offensiva creando – al primo tentativo – subito un’occasione per per agguantare il pari con il palo che nega la gioia a D’Urso che aveva prolungato bene la traiettoria della punizione calciata da Calò.
Secondo tempo
Il Cosenza alza il proprio baricentro per provare a rimettere in equilibrio il risultato. In avvio di ripresa, sugli sviluppi di un angolo, i calabresi sprecano per una serie di rimpalli un’altra occasione per riequilibrare il risultato. A poco meno dell’ora di gioco sale in cattedra il Genoa con un uno due fulmineo che mette in cassaforte i tre punti a discapito di un Cosenza che sembra perdere lucidità durante il corso del match. Calò litiga con il pallone lasciando campo aperto alla ripartenza di Gudmundsson che ringrazia e supera Micai prima di depositare la palla del due a zero in porta. Poi, strappo di Sabelli che trova troppo facilmente campo libero davanti a sé per lanciare Puscas che firma il 3-0.
Il Genoa (che nel finale di partita prende gli applausi di tutto lo stadio, compresi i supporter del Cosenza) cala il poker con Jagiello a dieci dalla fine e sancisce un’altra sconfitta pesante nel punteggio per il Cosenza che torna in Calabria con tante ferite e poche certezze, anche quelle che si erano intraviste con la Reggina nel derby di martedì scorso. Calabresi di nuovo ultimi e con una sfida delicata alle porte (contro la S.P.A.L. snodo decisivo del campionato per i rossoblù).
Genoa (4-3-3): Martinez; Dragusin, Bani (dal 65′ Criscito), Vogliacco, Sabelli (dal 72′ Hefti); Badelj (dal 63′ Jagiello), Strootman, Sturaro (dal 64′ Frendrup); Gudmundsson (dall’82’ Accornero), Haps, Puscas
Panchina: Semper; Agostino; Criscito; Salcedo; Ekuban; Jagiello; Frendrup; Matturro; Lipani; Hefti; Yalcin; Dragus; Accornero
Allenatore: Alberto Gilardino
Cosenza (4-3-2-1): Micai; Rispoli (dall’80 Martino), Meroni, Vaisanen, Venturi; Cortinovis (dal 46’ Zilli), Caló (dal 71′ Kornvig), Brescianini; Marras (dal 65′ La Vardera), D’Urso; Nasti (dal 65′ Delic)
Panchina: Lai; Marson; D’Orazio; Rigione; Martino; Salihamidzic; La Vardera; Kornvig; Florenzi; Agostinelli; Zilli; Delic
Allenatore: William Viali
Arbitro: Sig. Giuia di Olbia
Assistenti: Sig. Costanzo e Sig. Passeri
IV Uomo: Sig. Angelucci
VAR: Sig. Maggioni e Sig. Prontera (aVAR)
Marcatori: Dragusin (GEN); Gudmundsson (GEN); Puscas (GEN); Jagiello
Ammoniti: Marras (COS); Zilli (COS);
Espulsi:
Recupero: 0′ p.t.;



