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Il Castello di Murat, il simbolo dell’aristocrazia calabrese: uno scrigno di opere d’arte

Il bellissimo castello si trova a Pizzo, cittadina della Calabria in provincia di Vibo Valentia, ed è noto anche come Castello Murat, in ricordo di Gioacchino Murat che nel 1815 qui venne prima imprigionato e poi fucilato il 13 ottobre dello stesso anno.

Lo stupendo maniero è visitabile ed ospita un museo, nelle cui sale è allestita una mostra che illustra gli ultimi giorni del suo illustre prigioniero, dall’incarcerazione al processo, fino alla confessione che precedette la fucilazione, ed un frammento di una scultura di Antonio Canova, andata persa durante il passaggio di Giuseppe Garibaldi, della quale è rimasta solo la parte rappresentante un elmo.

La costruzione attuale, di forma quadrangolare, da un lato a picco sul mare e dall’altro circondata da un profondo fossato, racchiude i vari edifici costruiti nel corso del tempo. In origine era stata eretta una torre di avvistamento, detta Torre maschia e risalente alla fine del 1300, che apparteneva al sistema di Torri costiere costruito nel corso del XIV secolo per contrastare le incursioni dei pirati saraceni, pirati che regolarmente attaccavano le zone costiere del regno di Napoli durante il periodo angioino.

Le torri ed il fossato

Gli attacchi saraceni perdurarono anche durante il dominio aragonese, pertanto Ferdinando I di Napoli, re di Napoli, con un decreto del 12 novembre 1480 ordinò di fortificarlo ulteriormente, all’interno di un sistema di difesa che prevedeva il rafforzamento delle difese di Reggio nonché l’edificazione di altri castelli, tra i quali quello di Crotone, Cariati, Corigliano e Belvedere.

Vennero quindi aggiunti alla preesistente torre angioina delle mura, un corpo centrale ed una torretta di guardia, conferendo l’aspetto attuale al maniero, al quale si accedeva tramite un ponte levatoio costruito in mezzo a due torrioni, ora sostituito da un ponte tradizionale in pietra calcarea.