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Cosenza a misura di bambino, ci pensa il programma “Pippi”

Saranno presto avviate dal settore Welfare del Comune di Cosenza le attività del programma “Pippi” finanziato dal ministero delle Politiche sociali, nell’ambito del Pnrr.

Nel programma, Palazzo dei Bruzi è capofila dell’Ambito territoriale sociale 1 ed è beneficiario di un finanziamento pari a 211.500 euro.

Il programma “Pippi”, che a livello nazionale risulta essere quello più ampio avviato nella storia delle politiche sociali con il coinvolgimento di 264 Ats, 4.450 famiglie e quasi 5.000 bambini in situazioni di vulnerabilità, ha come obiettivo quello di rispondere al bisogno di ogni bambino di crescere in un ambiente stabile, sicuro e protettivo, contrastando attivamente l’insorgere di situazioni che favoriscono le disuguaglianze sociali, la dispersione scolastica, le separazioni inappropriate dei bambini dalla famiglia di origine, attraverso l’individuazione di azioni idonee, di carattere preventivo, che hanno come finalità l’accompagnamento non del solo bambino, ma dell’intero nucleo familiare in situazione di vulnerabilità.

«L’avvio a breve delle attività del programma – ha commentato il sindaco Franz Caruso – testimonia, una volta di più, l’attenzione dell’amministrazione comunale nei confronti dei bambini e delle famiglie che versano in condizioni tali da risultare particolarmente fragili ed esposte ai diversi rischi, collegati alla loro situazione di vulnerabilità.

Con le azioni poste a base del programma, il Comune di Cosenza organizza una efficace azione di contrasto alla dispersione scolastica dei bambini opponendosi ad ogni forma di disgregazione del nucleo familiare e rafforzando la tutela dei minori e della genitorialità».

Nell’Ambito territoriale di Cosenza sono stati già individuati, attraverso un’apposita manifestazione di interesse, i due Enti del terzo settore che gestiranno le attività di educativa domiciliare: si tratta della cooperativa “La Terra” e dell’Ati “Maya-Crisalide”.

Individuate anche le dieci famiglie target che prenderanno parte al programma e con cui sarà creata quella rete grazie alla quale saranno pensate azioni comuni con tutte le persone coinvolte nell’educazione del bambino.