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Longobucco, protesta delle mamme per la chiusura della classe dell’Ipsia

Le mamme di Longobucco non ci stanno a vedere i loro figli costretti a lasciare il paese per frequentare la scuola. Per questo, stamane, hanno manifestato davanti al provveditorato di Cosenza per chiedere il ripristino della prima classe dell’Ipsia, che il provveditore ha deciso di non costituire.

Si tratta di una decisione che mette a rischio il futuro di dodici studenti, tra cui due disabili, che dovrebbero spostarsi a Rossano o a Cosenza per seguire le lezioni. Un sacrificio enorme per queste famiglie, che vivono già una situazione di isolamento a causa del crollo del viadotto “Ortiano 2”, sulla strada statale 177 Dir.

A sostenere le donne c’era anche il sindaco di Longobucco, Giovanni Pirillo, che ha definito la scelta del provveditore “scellerata” e ha annunciato che se non verrà rivista porterà alla fuga di 12 nuclei familiari dal paese. “Al danno si aggiunge la beffa”, ha commentato Pirillo, che ha denunciato anche un episodio di intolleranza nei confronti delle manifestanti: qualcuno dall’interno del provveditorato ha lanciato un uovo contro le mamme.

Il sindaco ha chiesto un incontro urgente con il provveditore, ma finora non ha ricevuto risposte. “Forse ci riceverà giovedì prossimo”, ha detto Pirillo, “ma non saremo più dieci persone, verrà tutto il paese a protestare”.

Le mamme di Longobucco vogliono difendere il diritto allo studio dei loro figli e chiedono l’intervento di tutte le istituzioni competenti per evitare questa ingiustizia.