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Il capriolo, una specie autoctona e preziosa nel Parco Nazionale del Pollino

Il Parco Nazionale del Pollino, con i suoi 192.565 ettari di estensione, è la più grande area protetta di nuova istituzione in Italia.

A cavallo tra Calabria e Basilicata, il territorio del Parco è caratterizzato da diversi massicci montuosi che vanno a comporre la catena dell’Appennino meridionale: il Massiccio del Pollino, i monti dell’Orsomarso e il monte Alpi.

Tra le tante meraviglie naturali che il Parco custodisce, una delle più rare e importanti è il capriolo (Capreolus capreolus), un piccolo cervide che vive in zone boscose con radure e arbusti. Il capriolo è una specie di grande importanza ecologica in quanto preda del lupo, ma anche di grande valore scientifico poiché rappresenta assieme ad altri due nuclei presenti in Italia, una delle pochissime popolazioni autoctone.

Il capriolo di Orsomarso: una sottospecie unica

Il capriolo presente nell’area del Parco Nazionale del Pollino è detto “Capriolo dell’Orsomarso” ed è una sottospecie autoctona di rilevanza scientifica, il Capriolo italico (Capreolus capreolus italicus). Negli anni ’70, del Capriolo nel Pollino, si persero le tracce fino ad ipotizzare la sua scomparsa. Ma negli anni ’80, torna a farsi vedere nei cosiddetti Monti di Orsomarso, che vanno dal gruppo montuoso Caramolo, Palanuda a quello del Pellegrino, Mula e Montea, dove il territorio impervio ed incontaminato ha consentito la sopravvivenza di alcuni esemplari.

Il capriolo di Orsomarso è il più piccolo rappresentante europeo della sua famiglia, alto al garrese tra i 70 e gli 80 centimetri e con una lunghezza che si aggira intorno ai 110 centimetri, con un peso di 25-30 chili dei maschi e 20-25 delle femmine. Il colore è rosso-giallastro d’estate e grigio-brunastro d’inverno. Entrambi i sessi presentano una grossa macchia posteriore di colore bianco-crema. Le corna, presenti solo nei maschi, negli adulti di 3-4 anni hanno 3 punte, cadono in autunno e ricominciano a crescere verso dicembre per essere nuovamente pronti a fine marzo.

Il comportamento e l’alimentazione del capriolo

Di abitudini crepuscolari, il capriolo utilizza come pascolo le aree di transizione tra il bosco e le radure. Tendenzialmente solitario, durante l’inverno può formare gruppi sociali costituiti da più femmine con i piccoli ed un maschio adulto. A partire dalla fine dell’inverno questi gruppi si sfaldano e le femmine cercano aree tranquille dove partorire a maggio. Nello stesso periodo i maschi diventano territoriali e, durante l’estate, si accoppiano con le femmine.

I progetti di conservazione e valorizzazione del capriolo

L’importanza scientifica del nucleo di caprioli del Parco Nazionale del Pollino ha fatto sì che si avviassero progetti di conservazione e valorizzazione del cervide. Una ricerca mira a definire i luoghi, i tempi e i modi di effettuare una prima operazione di catture a cui saranno legati altri aspetti sia scientifici che di valorizzazione e conservazione. Le catture permetteranno contemporaneamente di avere individui da avviare al recinto di riproduzione e dell’area faunistica di Orsomarso. Altri individui saranno muniti di radiocollari per poter ottenere dati sull’ecologia della specie.

Tutta l’operazione avrà come finalità la reintroduzione del capriolo in tutto il territorio del Parco, ma anche quello di fare ritornare la specie in aree esterne dove un tempo viveva. A contorno delle iniziative intraprese, vi sarà la nascita di un museo tematico che sorgerà ad Orsomarso, paese divenuto simbolo della salvaguardia del capriolo.

Come visitare il Parco Nazionale del Pollino e ammirare il capriolo

Se vuoi visitare il Parco Nazionale del Pollino e scoprire le sue bellezze naturali, puoi consultare il sito ufficiale dell’Ente Parco dove troverai tutte le informazioni utili su come raggiungere il Parco, le attività da fare, le strutture ricettive, i percorsi escursionistici e le guide ambientali.

Per ammirare il capriolo e altre specie faunistiche del Parco, puoi recarti all’area faunistica di Orsomarso, dove potrai osservare gli animali in un ambiente protetto e controllato.

Non perdere l’occasione di conoscere il capriolo, una specie autoctona e preziosa nel Parco Nazionale del Pollino, e di vivere un’esperienza indimenticabile a contatto con la natura!