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Egitto, il presidente al-Sisi concede la grazia a Patrick Zaki

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha concesso la grazia a Patrick Zaki, il ricercatore e attivista egiziano condannato ieri a tre anni di carcere per diffusione di notizie false.

La notizia è stata annunciata da un componente del Comitato per la grazia presidenziale egiziano, Mohamad Abdelaziz, su Facebook.

Patrick Zaki, laureatosi di recente all’università di Bologna, era stato arrestato nel febbraio 2020 all’aeroporto del Cairo al suo rientro in Egitto per una visita alla famiglia. Era accusato di aver scritto nel 2019 un articolo sulla minoranza copta in cui denunciava le violazioni dei diritti umani commesse dal regime di al-Sisi.

Dopo 17 mesi di detenzione preventiva e 11 udienze rinviate, ieri il tribunale di Mansura aveva confermato la condanna a tre anni inflittagli in contumacia nel 2019 da un altro tribunale.

La sentenza aveva suscitato la protesta e la solidarietà di numerose organizzazioni per i diritti umani, come Amnesty International e Human Rights Watch, e di personalità politiche e accademiche italiane ed europee, che avevano chiesto al governo egiziano di liberare Zaki e di consentirgli di tornare in Italia. Tra queste, il sindaco di Bologna Matteo Lepore, il rettore dell’università di Bologna Francesco Ubertini, il senatore del Pd Filippo Sensi e il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi.

La decisione di al-Sisi è stata accolta con gioia e sollievo dai familiari e dagli amici di Zaki, che hanno ringraziato tutti coloro che si sono impegnati per la sua liberazione. Resta da vedere se la grazia comporterà anche l’abolizione del divieto di viaggio che impedisce a Zaki di lasciare l’Egitto. Il ricercatore ha espresso il desiderio di riprendere i suoi studi a Bologna e di sposare la sua fidanzata Reny.