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Caos nuoto in Calabria: i tecnici denunciano gravi carenze organizzative alla FIN

La gestione del nuoto agonistico in Calabria è al centro di una dura contestazione formale. Un gruppo di tecnici rappresentanti di diverse società sportive del territorio ha inviato una dettagliata lettera di segnalazione ai vertici della Federazione Italiana Nuoto, tra cui il presidente nazionale Paolo Barelli, il responsabile del settore nuoto Roberto Del Bianco, e i referenti del Comitato Regionale FIN Calabria, guidato da Alfredo Porcaro. Nella missiva si evidenzia una situazione definita non più sostenibile, caratterizzata da una strutturale approssimazione e da una costante carenza di programmazione che penalizza atleti, famiglie e addetti ai lavori.

Disagi logistici e disorganizzazione nei campionati invernali

Secondo quanto esposto dai firmatari della protesta, le problematiche si sarebbero manifestate in modo evidente fin dalle prime manifestazioni stagionali. Viene citato l’esempio delle Swim Series disputate presso la piscina di Parco Caserta, dove la decisione di accorpare tutte le categorie in un’unica giornata ha costretto i giovani atleti a turni estenuanti. La prima parte della manifestazione si è conclusa intorno alle ore 15:00 e, dopo una pausa di appena 20 minuti, le gare sono riprese per terminare solo alle ore 21:50. Questa gestione ha obbligato i partecipanti a rimanere nell’impianto per oltre dodici ore consecutive, compromettendo le prestazioni agonistiche.

I disagi sono proseguiti anche durante i Campionati Regionali Invernali. In questo contesto i tecnici segnalano l’elaborazione di classifiche errate, rettificate solo durante le cerimonie di premiazione, e persino la mancanza delle medaglie per alcuni degli atleti saliti sul podio. Gli allenatori sottolineano come tali episodi abbiano inevitabilmente compromesso la credibilità e il prestigio della manifestazione.

Le anomalie della stagione estiva e la gestione delle finali

La situazione sarebbe ulteriormente peggiorata con l’arrivo della stagione estiva. I tecnici denunciano modifiche ai regolamenti delle prove tempi effettuate direttamente sul campo gara, senza alcuna comunicazione preventiva alle società. Inoltre, si evidenzia una grave anomalia nella gestione delle graduatorie degli Esordienti, necessarie per l’accesso alle Finali Regionali. Il Comitato Regionale non sarebbe stato in grado di elaborare una graduatoria unica integrando i tempi in vasca da 25 metri con quelli in vasca da 50 metri tramite le dovute conversioni. Questa operazione è stata infine svolta autonomamente da alcuni tecnici delle società per sopperire all’inerzia degli organi preposti, sollevando dubbi sulla regolarità e l’imparzialità del processo di qualificazione.

Anche la pianificazione delle Finali Regionali di categoria ha destato forti perplessità. L’evento, inizialmente previsto per il 17 luglio, è stato anticipato al 10 luglio senza alcuna comunicazione ufficiale via canali istituzionali, ma soltanto attraverso una chat di messaggistica non accessibile a tutti i tecnici interessati. Durante le gare, si sono registrati errori nell’inserimento degli atleti nelle serie, con nuotatori aventi diritto alla serie più veloce inseriti in corsie e serie più lente. A questo si è aggiunta la totale assenza dei giudici di virata e la trasmissione del programma gare corretto ai cronometristi solo durante la seconda giornata di competizioni.

La mancanza di programmazione tecnica regionale

Oltre alle criticità logistiche, la lettera mette in luce una quasi totale assenza di iniziative volte alla crescita tecnica del movimento in Calabria. Durante l’intero anno agonistico non è stato pianificato alcun collegiale per il settore Categoria, escludendo un solo raduno a giugno in coincidenza con la visita del Responsabile Tecnico Nazionale Stefano Menchinelli. Anche in quella circostanza, i criteri di convocazione non sono risultati chiari né trasparenti.

Una sorte analoga ha riguardato il nuoto di fondo, settore per il quale non è stato organizzato alcun momento di preparazione o collegiale, nonostante la presenza sul territorio di realtà e atleti attivi nella disciplina. I tecnici firmatari, appartenenti a società come Kroton Nuoto, Calabria Swim Race, Penta Vibo, Gruppo Atletico Sportivo, Italica Sport e Sport for Life, concludono chiedendo un intervento ispettivo e risolutivo da parte della federazione nazionale. Nella lettera viene ribadito che i ragazzi che dedicano un intero anno ad allenamenti, sacrifici e impegno meritano di confrontarsi in manifestazioni organizzate con professionalità, imparzialità e rispetto delle regole.