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Reddito di cittadinanza: in Calabria solo 80 offerte di lavoro per 14mila ex beneficiari, quasi tutte al Nord

Il Reddito di cittadinanza è una misura che ha lo scopo di sostenere le famiglie in difficoltà e favorire l’inserimento nel mercato del lavoro.

Tuttavia, i dati mostrano che la realtà è ben diversa da quella auspicata. Infatti, la maggior parte dei beneficiari che hanno perso il sussidio vive al Sud, dove le opportunità lavorative sono scarse, mentre la maggior parte delle offerte di lavoro proposte dal governo tramite la nuova piattaforma Siisl sono al Nord, dove le aziende faticano a trovare personale qualificato.

La piattaforma Siisl è entrata in vigore dal primo settembre 2023, ma non sembra essere uno strumento efficace per mettere in contatto domanda e offerta di lavoro. Il problema è che in Italia esistono forti squilibri territoriali e settoriali, che non vengono risolti con una semplice applicazione online.

Per esempio, in Calabria ci sono 14.384 ex percettori del reddito di cittadinanza iscritti alla piattaforma, ma solo 80 offerte di lavoro disponibili. Al contrario, in Veneto ci sono 2.141 ex beneficiari e 3.700 annunci di lavoro. In Trentino, addirittura, le offerte superano i candidati: 307 contro 640.

In totale, in Italia ci sono 159.084 ex percettori del reddito di cittadinanza e 20.720 offerte di lavoro. Questo significa che trovare un’occupazione con questo sistema è quasi impossibile. La legge prevede che gli ex beneficiari seguano dei corsi di formazione per un massimo di dodici mesi, durante i quali riceveranno 350 euro al mese.

Tuttavia, i corsi devono essere adeguati alle esigenze del mercato e non basati su criteri generici o obsoleti. Inoltre, gli ex percettori non possono rifiutare offerte di lavoro a tempo indeterminato in tutta Italia, mentre quelle a tempo determinato solo entro 80 chilometri da casa.

La situazione evidenzia la debolezza delle politiche attive del lavoro in Italia e soprattutto al Sud, dove mancano le infrastrutture, le imprese e gli organismi intermedi per favorire l’occupazione. Santo Biondo, segretario generale della Uil Calabria, denuncia la scarsa efficienza degli uffici per l’impiego e delle agenzie interinali nella regione, dove non ci sono nemmeno le sedi fisiche o il personale adeguato.

Biondo chiede anche una maggiore collaborazione tra il governo regionale e le organizzazioni datoriali per individuare le figure professionali richieste dal mercato e formare le persone in base alle loro competenze.

Il reddito di cittadinanza non può essere una soluzione definitiva alla povertà e alla disoccupazione, ma deve essere accompagnato da interventi strutturali che favoriscano lo sviluppo economico e sociale del Paese. Solo così si potrà creare una vera inclusione lavorativa e sociale per i cittadini più vulnerabili.