Di Pierfrancesco Greco
Una serata connotata da musica e sapori, al Festival delle Serre … Musica e sapori, linguaggi d’universale armonia, regalati da alcuni fra i più promettenti rappresentanti della meglio gioventù artistica bruzia, in un luogo che risuona col profumo melodioso delle favole … L’azzurro di un sabato fresco e luminoso sta lasciando il posto ai chiaroscuri del vespro; il Cortile del Pozzo di Palazzo Sersale, a Cerisano, è pronto ad accogliere il dolce brusio della festa.
Una festa che si annuncia particolare, non solo perché il brusio si alternerà con la musica, bensì soprattutto perché si tratterà di una Cena – concerto, ove ai brani eseguiti dall’Ensemble Barokos del Conservatorio di musica Stanislao Giacomantonio di Cosenza, diretto dal Maestro Patrizio Germone, si accompagneranno le portate, i piatti, i quali, di volta in volta, saranno associati alle nazionalità dei compositori.
Una sorta di tour europeo, compiuto sulle ali del connubio tra musica e sapori, come si scriveva sopra, che si svilupperà tra virtuosismi e prelibatezze, tra sonorità evocanti tempi passati, ma valicanti ogni tempo, e degustazioni di specialità capaci di superare lo spazio ove esse hanno avuto origine e diffusione.
Un viaggio durante il quale i commensali del Cortile, addobbato in una foggia splendida, degna dei trascorsi signorili del maniero, avranno come compagni di viaggio alcuni fra i più affascinanti generi musicali, dal barocco al classico, passando per il rinascimentale; generi che ben si confanno non solo ai piatti che a breve ci saranno serviti, ma anche all’atmosfera onirica che ci circonda e che ci sussurra leggende di duchi, di principi, di dame, di feudi contesi e di duelli cruenti.
Sì, sembra che da un momento all’altro debba entrare il Signore di Cerisano, sembra di essere andati indietro di qualche secolo, sembra di trovarsi – adoperando un’espressione che a coloro i quali sono affini all’ambito musicale e, in particolare, operistico non risulterà estranea – “al tempo delle favole”.
Ed ecco, è tempo di principiare: una composizione di Lorenzo Allegri, ci conduce a Firenze, tra il XVI e il XVII secolo, mentre sul tavolo, allorchè distolgo, per un attimo, lo sguardo dal proscenio, si materializza un antipasto di terra tipicamente italica, nello specifico, calabra, con capocollo dop, mozzarellina, formaggio pecorino, melanzana alla cosentina e tortino di patate con caciocavallo silano. Il piatto è eccellente e stimola il palato, mentre le magniloquenti sonorità accarezzano lo spirito, in un concerto di sensi che apre il cuore all’estasi e a palpiti intensi
… Ma, tosto, ci troviamo nella Venezia di Antonio Vivaldi, in un segmento temporale toccante XVII e XVIII secolo e l’olfatto avverte la fragranza del primo piatto, anche stavolta, ovviamente, proveniente dalle nostre contrade peninsulari, recante un succulento fagottino con salsiccia di suino nero, funghi porcini, stracciatella e la sua fonduta: intrecci di sapori corposi che risultano speculari con l’espressività sfarzosa del barocco musicale; mentre ascolto e assaporo, osservo i volti dei commensali che stanno vivendo questa esperienza certamente fuori dall’ordinario: pure in loro le suggestioni celestiali proprie dell’attimo stanno agendo in forma di potente meraviglia.
E ora varchiamo le Alpi, verso la Germania, tra la fine del XVII e la seconda metà del XVIII secolo, seguendo Georg Philipp Telemann e le sue risonanze austere e soavi, che si accordano con i sapori decisi del secondo piatto, consistente in un tris di wurstel bavaresi con crauti e pane bretzel.

E dopo tale passaggio, opportuna è una virata sulla dolcezza, con una bella, nella visione, e superba, nel gusto, porzione di torta Saint Honorè, la quale trova opportuna associazione con le note di Jean Baptiste Lully, nome francesizzato di Giovanni Battista Lulli, compositore toscano che, nel XVII secolo, in Francia, a Parigi, alla corte del Re Sole, lasciò un’impronta indelebile nella musica d’oltralpe, la quale ci accompagna al termine.
C’è il tempo di un bis italiano, da parte dei giovani musicisti che hanno reso speciale questa cena … C’è il tempo di un altro brindisi, con quest’amabile nettare rosso degli dei di Calabria … C’è il tempo per darsi nuovamente appuntamento a un’altra occasione come questa, tra musica e sapori, nell’incanto, che prescinde ogni tempo, di una serata.



