Si chiama Myrkl, viene dalla Svezia e promette di ridurre gli effetti dell’alcol sul corpo e sulla mente. Si tratta di una pillola che, se assunta prima di bere, sarebbe in grado di scomporre il 70% dell’alcol ingerito in acqua e anidride carbonica, riducendo così la quantità di alcol che entra nel flusso sanguigno.
Questo significa che una persona che beve 50 ml di alcolici al 40%, che contengono quindi 20 ml di alcol puro, assorbirà solo 6 ml di alcol, con minori conseguenze sul sistema nervoso centrale e sul fegato.
La pillola, che non è un medicinale ma un integratore alimentare, è già in vendita in alcuni paesi europei, tra cui l’Italia, dove costa poco più di un euro. Si acquista in confezioni da 30 capsule (2 per dose) e va assunta da una a 12 ore prima di bere alcolici.
Secondo i produttori, la pillola contiene un enzima naturale chiamato ADH4, che è responsabile della metabolizzazione dell’alcol nel corpo umano. L’enzima viene estratto da una pianta originaria del Sud America, la Cassia occidentalis, che ha proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.
La pillola anti-alcol ha suscitato interesse ma anche polemiche tra gli esperti e il pubblico. Da una parte, ci sono coloro che ne esaltano il potere di risparmiare gli effetti collaterali del giorno dopo, come il mal di testa, la nausea e la disidratazione.
Dall’altra, ci sono coloro che la demonizzano perché potrebbe spingere a bere di più, facendo credere di poter eludere i danni a lungo termine dell’alcolismo, come le malattie epatiche, cardiache e neurologiche. Inoltre, la pillola non elimina il rischio di incidenti stradali o di violenza legati all’abuso di alcol.
Il dibattito è aperto e richiede ulteriori studi scientifici per verificare l’efficacia e la sicurezza della pillola anti-alcol. Nel frattempo, il consiglio è sempre quello di bere con moderazione e responsabilità, ricordando che l’alcol è una sostanza tossica che può avere gravi conseguenze sulla salute e sulla vita sociale.



