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Gratteri lascia la Calabria, il 20 ottobre si insedia alla procura di Napoli

Il procuratore Nicola Gratteri lascia la Calabria. Il 20 ottobre si insedia al comando della procura di Napoli.

Gratteri starebbe predisponendo gli ultimi atti nel suo attuale ruolo di procuratore di Catanzaro e si prepara al nuovo incarico di responsabile della Procura partenopea, che con i suoi nove procuratori aggiunti e gli oltre cento sostituti è il distretto inquirente più grande d’Europa.

Il procuratore calabrese subentra a Giovanni Melillo, nominato un anno e mezzo fa Procuratore nazionale antimafia, incarico al quale aveva concorso anche lo stesso Gratteri.

Originario di Gerace (Reggio Calabria), Gratteri è considerato una delle figure di spicco della lotta contro la ’ndrangheta. Vive sotto scorta dall’aprile del 1989, dopo che la sua prima indagine aveva provocato le dimissioni dell’assessore alla Forestazione e fatto cadere la Giunta regionale calabrese. Da sostituto procuratore a Locri, negli anni ’90, si è occupato di scottanti inchieste sui legami tra ’ndrangheta, politica, massoneria e sul traffico di droga e armi. Nel 1993, è sfuggito a tre attentati organizzati nel giro di tre settimane. Nel giugno 2005, il Ros dei Carabinieri ha scoperto nella piana di Gioia Tauro un arsenale di armi (un chilo di plastico con detonatore, lanciarazzi, kalashnikov, bombe a mano) che sarebbe potuto servire per un attentato ai danni di Gratteri. Nel 2009 è nominato procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Reggio Calabria. Nel giugno 2013, il presidente del Consiglio Enrico Letta lo nomina componente del corpo di esperti per l’elaborazione di proposte in tema di lotta alla criminalità organizzata.