Se vi trovate in Calabria, non potete perdervi lo stocco di Mammola, uno dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani della provincia di Reggio Calabria, a base di stoccafisso (merluzzo essiccato).
Si tratta di un piatto che risale a molti secoli fa e che racconta la storia e la cultura di un borgo, Mammola, che ha saputo conservare e valorizzare questa antica ricetta.
Lo stocco di Mammola fa parte della cucina tipica della dieta mediterranea e può essere preparato come antipasto o secondo piatto, talvolta servito con le patate. Per prepararlo “alla mammolese” bisogna soffriggere in un tegame di terracotta le cipolle affettate con olio, aggiungere il pomodoro e le patate a spicchi, salare e cuocere per qualche minuto. Poi si aggiunge lo stoccafisso a pezzi, le olive, i capperi e i peperoncini e si prosegue la cottura per una ventina di minuti, mescolando delicatamente. Lo stoccafisso deve essere stato precedentemente lasciato in ammollo per due giorni, cambiando l’acqua in cui è immerso circa ogni dodici ore.
Lo stocco di Mammola è un piatto che nasce dalla necessità di conservare il pesce in una zona dove non era facile reperirlo fresco. Lo stoccafisso veniva importato dai Paesi nordici fin dal 1561 e usato come merce di scambio. La Calabria faceva riferimento al porto di Napoli, dal quale con piccole imbarcazioni raggiungeva il porticciolo di Pizzo. Da lì, a dorso di mulo, attraverso le strade mulattiere del tempo, le balle di stocco arrivavano a Mammola.
Lo stocco di Mammola era considerato il mangiare dei poveri, infatti i contadini lo consumavano e lo offrivano ai braccianti in occasione dei lavori duri nella campagna poiché lo stoccafisso era ed è considerato un alimento ad alto valore energetico. Pare anche che il consumo dello stocco venisse consigliato in quanto determinante un consistente aumento di produzione di latte materno. Ancora oggi viene conservata questa tradizione e lo stocco viene consumato durante il Venerdì santo e la vigilia di Natale. Altra tradizione locale è quella di usare lo stocco come regalo, derivante dall’usanza di molti emigrati che, al rientro delle ferie, portavano lo stocco sia per regalo che per consumo personale.
Degna di nota è la sagra tradizionale dello stocco che si svolge, dal 1978, il 9 agosto nel borgo antico di Mammola. Si tratta di un evento che richiama migliaia di visitatori da tutta la regione e non solo, che vengono ad assaggiare lo stocco cucinato secondo la ricetta originale e ad ammirare le bellezze artistiche e naturalistiche del paese. Mammola infatti è uno dei borghi più belli d’Italia e vanta un patrimonio storico-culturale di grande valore, come il museo all’aperto “Parco della Creatività”, dove sono esposte le opere degli artisti locali, o il santuario rupestre della Madonna della Neve, scavato nella roccia.
Lo stocco di Mammola è quindi un piatto che non solo delizia il palato ma anche l’anima, perché racchiude in sé i sapori e i profumi della Calabria, la storia e la tradizione di un borgo che ha saputo mantenere viva la sua identità e la sua vocazione ospitale.



