La Calabria è una delle regioni più colpite dalla crisi economica e sociale che affligge il Mezzogiorno d’Italia.
Secondo il rapporto “I giovani del Mezzogiorno” pubblicato dall’Istat, la regione ha il tasso di disoccupazione giovanile più alto d’Italia: solo uno su tre giovani tra i 20 e i 34 anni ha un lavoro. Inoltre, la Calabria ha perso il 31,4% dei suoi giovani tra i 18 e i 34 anni dal 2002 al 2022, a causa della bassa natalità e della forte emigrazione verso altre regioni o paesi.
Il rapporto dell’Istat evidenzia come il percorso verso l’età adulta sia più lungo e complicato per i giovani che vivono nel sud Italia, rispetto a quelli del centro-nord. Due sono i passaggi fondamentali che caratterizzano questa fase della vita: il distacco dalla famiglia d’origine e l’ingresso nel mondo del lavoro. Entrambi sono resi difficili dalle condizioni economiche e sociali del territorio.
Per quanto riguarda il distacco dalla famiglia, i dati mostrano che i giovani meridionali tendono a rimanere più a lungo nella casa dei genitori, sia per motivi economici che affettivi. In Calabria, il 34,6% dei giovani tra i 30 e i 39 anni vive ancora in famiglia, contro il 20,9% del centro-nord. Questo comporta una maggiore dipendenza economica dai genitori e una minore autonomia personale.
Per quanto riguarda l’ingresso nel mondo del lavoro, i dati mostrano che i giovani meridionali hanno meno opportunità di trovare un’occupazione stabile e di buona qualità, rispetto a quelli del centro-nord. In Calabria, il tasso di occupazione dei giovani tra i 20 e i 34 anni è del 35,8%, il più basso d’Italia, seguito da Sicilia (37,2%) e Campania (39,4%). Il tasso di disoccupazione è invece del 27,1%, il più alto d’Italia, seguito da Campania (25,2%), Sicilia (24%) e Puglia (23,7%). Inoltre, la Calabria ha una forte presenza di neet, ossia giovani che non studiano, non lavorano e non cercano lavoro: sono il 46,6%, contro il 26,5% del centro-nord.
Il rapporto dell’Istat sottolinea anche come la precarietà lavorativa influisca negativamente sulla qualità della vita dei giovani meridionali. Oltre la metà dei giovani (51,5%) si dichiara insoddisfatta della propria situazione economica e un terzo (35,6%) la ritiene peggiorata. Inoltre, oltre un giovane su cinque (21,8%) si dice insicuro verso il proprio futuro. L’insicurezza è maggiore nelle regioni con basso Pil pro-capite e alta disoccupazione: in Calabria è del 25,1%, contro il 15% del centro-nord.
Di fronte a questo scenario, molti giovani calabresi scelgono di emigrare verso altre regioni o paesi in cerca di migliori opportunità di studio e lavoro. Questo fenomeno comporta una perdita di capitale umano per la regione, che si priva di risorse qualificate e dinamiche. Allo stesso tempo, però, alcuni giovani calabresi decidono di restare o tornare nella propria terra per contribuire al suo sviluppo e alla sua rinascita. Questi giovani rappresentano una speranza per il futuro della Calabria e una sfida per le istituzioni e la società civile.



