Migliaia di utenti Facebook sono entrati in contatto con un messaggio che li invita a disattivare il loro account. Secondo la bufala, Facebook starebbe per addebitare 4,99 euro al mese a ogni utente. Messaggi di questo tenore circolano da almeno 15 anni: la prima volta sono stati avvistati nel 2009.
Facebook a pagamento: cosa c’è di vero
“Anch’io sto disattivando! […] Facebook addebiterà a tutti gli utenti a partire da lunedì. Puoi fare un’opt-out facendo questo. Tieni il dito su questo messaggio e copialo. […] Non do il permesso a Facebook di addebitare 4,99 dollari al mese sul mio account, anche tutte le mie foto sono di mia proprietà e NON di Facebook!!!”
Questo l’incipit dello sgrammaticato testo apparso sulla timeline di numerosi utenti.
Facebook Premium
Questa catena di Sant’Antonio mixa sapientemente bufale a mezze verità. Non è vero che Facebook stia diventando obbligatoriamente a pagamento per tutti. Esiste certamente la possibilità di passare a un account premium per non vedere la pubblicità, ma si tratta di una libera scelta messa a disposizione di ogni utente. La voce su Facebook e Instagram a pagamento circola da mesi, ma gli importi richiesti da Meta non corrispondono a quelli espressi nel messaggio fake. Quindi l’invito a copincollare il testo per alimentare la catena è frutto di pura fantasia.
Privacy e proprietà intellettuale su Facebook
C’è poi l’altro filone, quello che riguarda la tutela della privacy e della protezione della proprietà intellettuale (“tutte le mie foto sono di mia proprietà e NON di Facebook”). Le attuali condizioni d’uso proposte da Facebook prevedono che ogni l’utente “è titolare dei diritti di proprietà intellettuale […] dei contenuti che crea e condivide su Facebook” tuttavia al social network vengono concesse “alcune autorizzazioni legali (note come ‘licenze’) per l’uso dei contenuti in questione”.
“Nello specifico, – proseguono le condizioni d’uso – quando l’utente condivide, pubblica o carica un contenuto protetto da diritti di proprietà intellettuale […] concede una licenza non esclusiva, trasferibile, sub-licenziabile, non soggetta a royalty e valida in tutto il mondo per la memorizzazione, l’uso, la distribuzione, la modifica, l’esecuzione, la copia, la pubblica esecuzione o la visualizzazione, la traduzione e la creazione di opere derivate dei propri contenuti (nel rispetto della privacy e delle impostazioni dell’app dell’utente)”.
Traduzione: se l’utente condivide una foto su Facebook, autorizza il social network a “memorizzarla, copiarla e condividerla con altri soggetti”.
Cosa cambia dal 2024
Nel prossimo aggiornamento della licenza d’uso, che avverrà il 12 gennaio 2024, la tutela della privacy e della proprietà intellettuale degli utenti verrà aumentata: Meta infatti permetterà agli utenti di “revocare” la licenza d’uso “in qualsiasi momento eliminando i propri contenuti o il proprio account”
da QuiFinanza



