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Femminicidi, Gratteri: “Cultura patriarcale? No, cattiva educazione ed egoismo dei genitori”

Ospite su La7 a ‘dimartedì’, il procuratore Capo di Napoli, già procuratore della Repubblica di CatanzaroNicola Gratteri, è stato incalzato dal conduttore Giovanni Floris con domande sulle ragioni alla base del dibattuto e tragico fenomeno del femminicidio in Italia, partendo proprio dal caso della povera Giulia Cecchettin.

Il nodo toccato da Floris è la supposta diffusione di una cultura patriarcale, chiedendo a Nicola Gratteri se questa possa dunque essere la ragione alla base dei femminicidi.

“No”, ha risposto secco il procuratore capo di Napoli, “questi reati sono il risultato dell’abbandono dei giovani da decenni, di cattiva educazione, di egoismo dei genitori che non seguono i figli e di esagerazioni nella ricerca delle performance e delle prestazioni dei figli”.

Dallo Stato alla famiglia, la ricetta di Gratteri

Parla di necessità di intervento dello Stato il conduttore del talk politico di La7, Giovanni Floris, rivolgendosi a Gratteri per cogliere il suo pensiero.

“Prima dello Stato viene la famiglia – ha però precisato il procuratore – e se la famiglia è sbagliata allora bisogna intervenire con gli assistenti sociali. Se la famiglia è sbagliata bisogna togliere la patria potestà ai genitori, non aspettare che questi si nutrano di cultura mafiosa o sbagliata; poi quando hanno 15 anni che li togli a fare. Dovremmo avere asili, una scuola a tempo pieno – ha poi concluso -. Bisogna investire.