Una commedia emozionante. Pregna di storia, di “napoletanita’” che si mescola alla Parigi di Moliere ed intreccia racconti di vita reale del ‘600. Merito del noto Enzo De Caro e della compagnia teatrale ma ancora di più merito al giovane Alfredo De Luca che ormai è una garanzia di qualità nella scelta degli artisti e del cartellone proposto.
Ha fatto il suo debutto ieri sera al Teatro Garden di Rende l’attore partenopeo Enzo Decaro in L’avaro immaginario, all’interno della kermesse Rende Teatro Festival, ideata da Alfredo De Luca e parte del progetto Tirreno Festival, cofinanziato dalla Regione Calabria. Infatti Rende è la terza tappa del mini tour calabrese di Decaro, esibitosi già a Morano e Diamante.
Lo spettacolo tratto da Molière-Luigi De Filippo ha visto anche la presenza prestigiosa della bravissima Nunzia Schiano e degli attori della Compagnia di Luigi De Filippo: Luigi Bignone, Carlo Di Maio, Massimo Pagano, Giorgio Pinto, Fabiana Russo, Ingrid Sansone che hanno appassionato il caloroso pubblico di nicchia con una compagnia di giro in viaggio per Parigi per raggiungere Moliere. Ogni quadro – in questa straordinaria commedia dell’arte – rappresenta una tappa di un sensazionale viaggio nella tradizione popolare del Seicento napoletano. Grazie alla bravura eccezionale del cast è stato possibile apprezzare il teatro alto, quello storico, in cui tutto è vero e tutto è anche falso. Musiche altrettanto coinvolgenti e ritmate hanno accompagnato i 90 minuti intensi dello spettatore che ha apprezzato anche il capocomico Oreste Bruno, nonché il grande Enzo De Caro che sa proporre sempre un teatro di livello, muovendo in temi difficili come: guerre e pestilenza e sa raccontare anche la società di oggi, tra superstizione e anche corruzione. Nulla cambia nel tempo.
Un monologo assai potente a conclusione dello spettacolo, con riferimento all’umano che non ha limiti, capace di generare il cambiamento. Pensieri nudi e concisi quelli voluti dal Decaro regista, così che la nostra memoria possa conservarli a lungo. Non è mancata la notizia che la compagnia si sarebbe sciolta prima di chiudere il sipario, come una tra le più celebri metafore che “chiusa una porta si apre un portone”, perché per una storia che finisce ne è pronta subito un’altra. Del resto come gli avvenimenti ordinari del corso della vita. Perché così è la vita.
Concluso con grande successo questo spettacolo che ha ricevuto anche il premio come Miglior Commedia D,Autore 2023, ora si attende il prossimo appuntamento con Fiorella Mannoia e Danilo Rea per il prossimo 8 dicembre.



