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Locri, due reparti senza primari: la battaglia di Mammoliti per difendere l’ospedale

La situazione dell’ospedale di Locri, in provincia di Reggio Calabria, è sempre più critica. Da oggi, infatti, i reparti di urologia e di gastroenterologia rimarranno senza primari, andati in pensione.
Nel primo reparto ci saranno solo due medici a garantire il servizio minimale, mentre nel secondo ogni esame di routine e di emergenza sarà sospeso, nonostante la presenza di un bravo dirigente medico, proveniente dal Piemonte ed attualmente in forza al reparto di chirurgia.

A denunciare questa grave situazione è Pino Mammoliti, un cittadino attivo nella difesa dei diritti dei pazienti e nella salvaguardia dell’ospedale.

Mammoliti, che ha un profilo Facebook dove condivide le sue battaglie, afferma di aver fatto di tutto per far capire ai vertici aziendali e regionali, ovvero Lucia Di Furia e Roberto Occhiuto, la necessità di intervenire per rendere funzionante l’ospedale in ogni reparto.

Mammoliti ha promosso iniziative pubbliche, rivolto appelli tramite giornali e televisioni, scritto lettere di benevole speranze, sporto denuncia presso la Procura della Repubblica, ma senza ottenere alcun risultato.

Mammoliti non si arrende e dichiara di essere pronto a intensificare la sua protesta, con parole ed azioni più dure, nei confronti dei due responsabili del tentativo di smantellamento dell’ospedale.

Inoltre, esorta i suoi amici e tutti i cittadini a combattere per questa causa comune e a non imitare chi, un paio di anni fa, si incatenava e scatenava inveendo e sbraitando, per poi diventare silente e servizievole attorno ai due potenti.

Mammoliti chiede di condividere il suo post, che considera l’unico strumento di difesa a disposizione.