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Le maschere apotropaiche di Seminara: un’antica tradizione artistica e magica

Se viaggiate in Calabria, potreste imbattervi in dei volti grotteschi e spaventosi che vegliano sulle case e sui portoni.

Non si tratta di una bizzarra decorazione, ma di un simbolo di una tradizione antichissima e affascinante: quella delle maschere apotropaiche.

Cosa sono le maschere apotropaiche?

Le maschere apotropaiche sono dei manufatti in ceramica, pietra o terracotta che raffigurano soggetti mostruosi o fantastici, con l’intento di allontanare il malocchio e gli spiriti maligni. Il termine apotropaico deriva dal greco antico apotropao, che significa “deviare, respingere”. Si tratta quindi di oggetti che hanno una funzione protettiva e scaramantica, tipica di molte culture antiche e popolari.

Le maschere apotropaiche si ispirano spesso a figure mitologiche, come le gorgoni, i satiri, i fauni, le sirene, o a animali reali o immaginari, come leoni, draghi, serpenti, uccelli. Le loro sembianze sono volutamente esagerate e deformate, con bocche spalancate, denti aguzzi, occhi sbarrati, corna, barbe, baffi. L’effetto è quello di creare una sensazione di timore e di repulsione in chi le guarda, per dissuadere eventuali malefici o invidie.

Dove si trovano le maschere apotropaiche?

Le maschere apotropaiche sono diffuse in diverse regioni del Mezzogiorno, ma la Calabria è la terra dove questa tradizione è più radicata e viva. In particolare, il borgo di Seminara, in provincia di Reggio Calabria, è famoso per la sua produzione artigianale di maschere in ceramica, che risale almeno al XV secolo. Seminara è infatti un centro di antica origine e di grande importanza storica e culturale, situato in una zona della Magna Grecia, dove si sono fusi influssi ellenici, normanni, arabi, spagnoli e francesi.

Le maschere di Seminara sono realizzate a mano, con tecniche tradizionali e materiali locali, come l’argilla e i pigmenti naturali. Ogni maschera è un pezzo unico e originale, frutto della creatività e dell’abilità degli artigiani, che le modellano e le dipingono con cura e maestria. Le maschere vengono poi cotte in forni a legna, che conferiscono loro una lucentezza e una resistenza particolari.

Le maschere di Seminara sono esposte e vendute nelle botteghe del borgo, ma anche in mostre, fiere e mercatini in Italia e all’estero. Sono apprezzate da collezionisti, artisti e amanti dell’arte popolare, che le acquistano per abbellire le proprie case o per regalarle come portafortuna. Alcune maschere sono diventate vere e proprie icone, come quella che raffigura il volto di Picasso, che visitò Seminara nel 1953 e rimase affascinato dalla sua ceramica.

Perché visitare Seminara e le sue maschere?

Visitare Seminara e le sue maschere è un’esperienza unica e suggestiva, che vi permetterà di scoprire un aspetto della cultura e dell’identità calabrese, ricco di storia, arte e magia. Potrete ammirare le maschere nelle botteghe, ma anche nelle case, nei portoni, nei muri, dove sono state collocate dai proprietari per proteggere le loro abitazioni. Potrete anche assistere alla realizzazione delle maschere, osservando gli artigiani al lavoro, che vi racconteranno i segreti e i significati delle loro creazioni.

Visitare Seminara e le sue maschere vi darà anche l’occasione di esplorare un borgo incantevole e autentico, che conserva il fascino di un tempo. Potrete passeggiare per le sue stradine lastricate, ammirare i suoi palazzi storici, le sue chiese, i suoi monumenti, come il castello normanno, la cattedrale, il convento dei francescani. Potrete anche gustare i suoi prodotti tipici, come il pane, il vino, l’olio, il formaggio, i salumi, i dolci, che vi delizieranno il palato.

Visitare Seminara e le sue maschere è quindi un modo per entrare in contatto con una realtà unica e originale, che vi stupirà e vi conquisterà con la sua bellezza e la sua vitalità. Non perdete l’occasione di conoscere questo tesoro nascosto della Calabria, che vi regalerà emozioni e ricordi indimenticabili.