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A Cerisano un’idea visionaria di sviluppo, tra musica e tecnologia

di Pierfrancesco Greco

Un faro di cultura per l’intero Mezzogiorno, che, attraverso la sinergia col Conservatorio, aspira, per un verso, a valorizzare e a ridare ulteriore lustro alla radicata vocazione musicale connotante la realtà cerisanese e, dall’altro, a fare di questa vocazione il pentagramma su cui scrivere nuove note, nuove partiture di crescita strutturale endogena, di formazione artistica individuale e collettiva, di progresso tecnologico universale, afferente al contesto in questione, da proiettare ben oltre le amene le vallate che cingono le Serre cosentine: Cerisano ha tale aspirazione, nell’ambito musicale; un ambito in cui spicca da sempre, in verità, come attesta una vicenda comunitaria copiosa di talenti, di figure, di sodalizi che della musica, in ogni sua sfaccettatura, hanno fatto una ragione di vita e che con la musica hanno reso onore alla loro terra; ieri pomeriggio, nelle Sale Gemelle di Palazzo Sersale, s’è iniziato a vergare un nuovo spartito della vocazione e dell’aspirazione di cui s’è favellato sopra, con la firma della convenzione tra il Conservatorio di Musica Stanislao Giacomantonio di Cosenza e il Comune di Cerisano, volto a fare del succitato Palazzo Ducale la sede del Polo tecnologico e di ricerca del Conservatorio medesimo.

Quello che sta per nascere a Cerisano sarà un sistema modulare in cui gli spazi del Palazzo Sersale diverranno laboratori, interconnessi digitalmente, che saranno riservati alle discipline tecnologiche musicali; un progetto, un’idea visionaria per dare all’attività artistica, professionalmente intesa, la dimensione dello sviluppo economico, creando un centro di produzione dedicato agli audiovisivi che abbia prospettive di respiro nazionale, facendo leva sulle migliori energie forgiate dal Conservatorio, ovvero sugli studenti, sui musicisti di oggi e di domani. Musicisti appassionati, virtuosi degnamente rappresentati, ieri pomeriggio, da Mariateresa Greco (violino), Matilde Celani (violoncello) e Matteo Mauro (pianoforte), i quali hanno allietato i lavori della conferenza, moderata dal giornalista Francesco Mannarino, con i loro onirici intermezzi: sì, sulle ali del linguaggio universale, Cerisano sarà, una volta di più, la culla di un’energia capace di ammaliare e creare futuro, generata da un “incontro d’eccellenza” – adoperando le parole di Anton Giulio Grande, che ha partecipato all’evento – tra un’istituzione che forma alla musica e un territorio che ha nel cuore la musica; un incontro che si sublimerà nell’antica residenza dei Signori di Cerisano, per perpetuare bellezza, proprio come un abbacinante e inestinguibile faro.