Quanto di meno artistico poteva accadere ieri, nella serata cover di Sanremo (record di ascolti), è successo. Geolier si aggiudica la vittoria grazie al televoto a discapito di altre esibizioni che avrebbero meritato molto di più, Angelina Mango ed i Santi Francesi (inspiegabilmente neanche presenti nella “top five”) su tutti.
Continuando esclusivamente a dare importanza agli ascolti e a fare scelte populistiche il mondo musicale italiano rimarrà sempre nella mediocrità. Il coro di fischi al primo posto del rapper napoletano (ovviamente nulla contro Geolier che ha esclusivamente fatto il suo lavoro, n.d.r.) è un chiaro messaggio che su quel palco, ieri sera alle due di notte inoltrate, sarebbe dovuto salire qualcun altro. Ma tant’è, il pubblico è sovrano e le decisioni non possono cambiare a differenza delle coscienze degli ascoltatori che negli ultimi tempi appaiono più asettiche e prive di artisticità: è sempre più chiaro che il personaggio supera l’artista.
I voti della serata cover (Geolier primo)
SANGIOVANNI E AITANA – MEDLEY DI FARFALLE E MARIPOSA 5,5
Apre la serata cover con la freschezza dei vecchi tempi di “Farfalle” nella doppia versione italiano/spagnolo (“Mariposa”) nel duetto con Aitana. Entrambi gli artisti faticano a farsi notare.
ANNALISA, LA RAPPRESENTANTE DI LISTA E CORO ARTEMIA – SWEET DREAMS 8
Ritmo dance ed esecuzione vocale che coinvolge tutto il teatro Ariston compresa l’orchestra che continua a scandire il ritmo con il battito di mani quando non suona.
ROSE VILLAIN, GIANNA NANNINI – MEDLEY 5
Elegante, posata ma non precisa vocalmente, apoteosi Nannini che si prende tutta la scena oscurando la performance vocale di una Rose Villain, comunque, di bella presenza.
GAZZELLE E FULMIACCI – NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI 6+
Compitino ben eseguito, ma nulla di più. Gazzelle si fa sovrastare dall’emozione ad inizio brano, Fulminacci corregge il tiro riportando sui binari giusti la performance che scivola via senza pretese. La forza del brano fa il resto coinvolgendo il pubblico.
THE KOLORS E UMBERTO TOZZI – MEDLEY TOZZI 8
Ormai non sono una novità, Umberto Tozzi valore aggiunto. Rispettate tutte le aspettative con arrangiamenti freschi che strizzano l’occhio ai loro stessi brani ad ogni cambio canzone. Esibizione che fa alzare tutti dalle poltrone in platea.
ALPHA E ROBERTO VECCHIONI – SOGNA RAGAZZO SOGNA 9
Vecchioni si apprezza e si ascolta in rigoroso silenzio per comprendere al meglio tutto il peso delle parole. Alpha sembra sognare al fianco del “professore” riuscendo nell’impresa di non sfigurare rispettando per tutta l’esibizione la grandezza di Vecchioni.
BNKR44 E PINO D’ANGIO’ – MA QUALE IDEA 7+
Scelta ragionata dal collettivo Bnkr44 che porta sul palco del Teatro Ariston di Sanremo un classico disco italiano senza tempo con uno degli intro (basso e tastiera) più iconici di sempre.
IRAMA E RICCARDO COCCIANTE – QUANDO FINISCE L’AMORE 5
Il duo Irama-Cocciante si lega bene a livello vocale e si limita a regalare un tributo attraverso le note di uno dei più grandi classici dell’artista italo-francese.
FIORELLA MANNOIA E FRANCESCO GABBANI – CHE SIA BENEDETTA ED OCCIDENTALI’S KARMA 6
Le voci viaggiano parallelamente faticando a volte a legarsi tra loro. La Mannoia non si sente e, dopo le prime strofe, si capisce già che direzione prenderà l’esibizione sfociando in un duetto comunque divertente, scanzonato e che fa trapelare rispetto reciproco tra gli artisti.
SANTI FRANCESI E SKIN – HALLELUJAH 10
Come saper utilizzare la voce. Perfezione e poco altro da dire.
RICCHI E POVERI E PAOLA E CHIARA – MEDLEY SARA’ PERCHE’ TI AMO E MAMMA MARIA 6,5
Se una cosa funziona da 42 anni un motivo ci sarà, non sempre bisogna cercare la novità. L’apertura in spagnolo (al Festival della canzone italiana) di Paola e Chiara fa storcere il naso, poi la canzone inevitabilmente riporta tutto sul piano della festa.
GHALI E RATCHOPPER – MEDLEY DAL TITOLO ITALIANO VERO 6,5
Ratchopper appare solo alla fine dell’esibizione in cui Ghali racconta le tappe della sua vita attraverso la musica; le origini tunisine, la discriminazione e l’appartenenza fino alla consapevolezza di essere un italiano vero.
CLARA, IVANA SPAGNA E CORO VOCI BIANCHE – IL CERCHIO DELLA VITA 7,5
Performance che rende giustizia alla canzone di apertura di uno dei film d’animazione più amati di tutti i tempi.
LOREDANA BERTE’ E VENERUS – RAGAZZO MIO 7
Buona la seconda. Dopo i problemi tecnici all’attacco Loredana non si scompone, si ferma e riparte più rock di prima. Gestisce l’inconveniente con ironia e tranquillità. Per il resto è Loredana Bertè.
GEOLIER, LUCHE’, GUE’ E GIGI D’ALESSIO – MEDLEY DAL TITOLO STRADE 6,5
Geolier si circonda di grandi nomi per la serata duetti nel tentativo di unire nord e sud ripercorrendo la cultura rap. Da “Brivido” di Guè fino a ricongiungersi alle proprie radici con “o’ primmo ammore” di Luchè e il duetto sulle note di “Chiagne” con un altro simbolo di Napoli, Gigi D’Alessio.
ANGELINA MANGO E QUARTETTO D’ARCHI ORCHESTRA DI ROMA – LA RONDINE 9,5
Emozione pura. Per questa esibizione si concede tutto, comprese le sbavature dovute all’ovvia commozione. Tempo sospeso, standing ovation obbligatoria.
ALESSANDRA AMOROSO E BOOMDABASH – MEDLEY 6+
All’ascolto penalizzati forse dalla scaletta. Dal ritmo di Alicya Keys e de “Le radici ca tieni” ai successi estivi “Mambo salentino” e “Karaoke” sono un assaggio anticipato dell’estate con intervalli che trovano poca continuità con le canzoni proposte nel medley. Ponte emotivo forse troppo affrettato.
DARGEN D’AMICO E BABEL NOVA ORCHESTRA – OMAGGIO AD ENNIO MORRICONE 4
Meglio il monologo che l’esibizione, appare stonato abbinare il testo di “Dove si balla” sulle note di Ennio Morricone che nel complesso è stato utilizzato più che omaggiato.
MAHMOOD E TENORES DI BITTI – COM’E’ PROFONDO IL MARE 6,5
Porta sul palco dell’Ariston le sue radici sarde cimentandosi in una prova difficile come quella di affrontare Lucio Dalla riuscendo a tirare fuori quello che di buono poteva trarre.
MR. RAIN E GEMELLI DIVERSI – MARY 6
Canzone che vive di tragicità propria, la scelta di inserire un pezzo della sua “Supereroi” (che con il singolo del 2002 non trova tante connessioni) da ragione a Mr. Rain vista la reazione del pubblico. Nota di freschezza portata dall’esibizione delle Farfalle della ginnastica ritmica.
NEGRAMARO E MALIKA AYANE – LA CANZONE DEL SOLE 6,5
Portano la canzone del sole di Lucio Battisti nel loro mondo creando una buona alchimia con Malika Ayane. Scelta rischiosa ma esibizione portata a casa con la sufficienza piena.
EMMA MARRONE E BRESH – MEDLEY DI TIZIANO FERRO 6,5
Le voci dei due artisti si fondono bene nel ripercorrere i grandi successi di Tiziano Ferro che è sempre un salvagente comodo.
IL VOLO E STEF BURNS – WHO WANTS TO LIVE FOREVER 7,5
Il brano ha già una propria forza, vocalmente la interpretano bene. Forse la loro migliore esibizione di questa kermesse.
DIODATO E JACK SAVORETTI – AMORE CHE VIENI AMORE CHE VAI 7-
La parte recitata da Filippo Timi è un ottimo trampolino che apre le porte al momento evocativo che si vive sulle note di Faber.
LA SAD E DONATELLA RETTORE – LAMETTE 5
Mettono in scena il solito siparietto che a lungo andare comincia a risultare ridondante. Donatella Rettore fa gran fatica vocalmente.
IL TRE E FABRIZIO MORO – MEDLEY FABRIZIO MORO 5
Legati nel segno della Capitale, ripercorrono i successi di Fabrizio Moro in un momento intimo (con la commozione del Tre) ma che non coinvolge più di tanto. Qualche pecca d’intonazione nel finale.
BIG MAMA, GAIA, SISSI E LA NINA – LADY MARMELADE 8
Sensualità e ritmo sono le parole d’ordine per l’esibizione di Big Mama che insieme a Sissi, La Nina e Gaia infiammano il palco dell’Ariston.
MANINNI ED ERMAL META – NON MI AVETE FATTO NIENTE 5,5
Messaggio della canzone ancora attuale accompagnato dalle pelli battenti dei tamburi che scandiscono a tempo ogni parola.
FRED DE PALMA ED EIFFEL 65 – MEDLEY EIFFEL 65 7-
Le sonorità degli Eiffel65 scaldano l’atmosfera in tarda serata prima che Fred de Palma si sbottoni completamente in un freestyle a tema Sanremo.
RENGA E NEK – MEDLEY DI RENGA E NEK 6,5
Ripercorrono i grandi classici delle loro carriere (facendo l’uno l’ospite dell’altro) a conclusione della serata cover. A fine esibizione si dilungano in un siparietto mirato a portare punti per il Fantasanremo.
TOP FIVE SERATE SANREMO



