di Anna Zupi
Giovedì 11 c.m. presso l’impianto di depurazione di Coda di Volpe è stata licenziata una dipendente amministrativa dopo TRENTACINQUE anni di lavoro e, per di più memoria storica. La dipendente, già durante la costruzione dell’impianto, collaborava con la Cassa per il Mezzogiorno: insomma lo ha visto nascere quell’impianto dove ha dato il suo contributo per più di TRENTA anni.
Ma il Consorzio Valle Crati è a conoscenza di questo licenziamento oppure è complice e non ha tenuto conto delle clausole di salvaguardia del personale sancite dopo innumerevoli mesi di lavoro tra i sindacati, lo stesso Consorzio e l’ente appaltante?
Chi tutela il diritto del lavoratore?
Si può essere licenziati senza preavviso a 63 anni? Alle nostre latitudini, SI!
Secondo quanto si apprende, manifestamente, chi lavora per Aziende come la KRATOS scarl e per il Consorzio Valle Crati non avrebbe garanzie né tutele. Gli impiegati, da quanto trasparrebbe, sarebbero considerati solo numeri e la meritocrazia non verrebbe mai premiata.
I responsabili delle attività, infatti, non terrebbero conto di chi ha dato il suo contributo in quel posto di lavoro per 35 anni, né tantomeno avrebbero pensato che, per andare in pensione occorrono 40 anni e 10 mesi di contributi. E se trovare un’occupazione è quasi impossibile per i più giovani, trovare un lavoro a 63 anni è un miraggio.
Non è stato problema di chi, a cuor leggero e senza preavviso, ha pensato che per la riorganizzazione aziendale si dovesse iniziare con il licenziamento della prima assunta, magari con più esperienza.
La lavoratrice licenziata si accinge ad intraprendere un contenzioso e farà valere le sue ragioni in giudizio e oltre.



