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Cuore fermo per settanta minuti, salvataggio eroico in Calabria

La chiamata dalla centrale operativa di Catanzaro, l’equipe di elisoccorso della base di Locri che entra in azione in una domenica di maggio. Una vita era sospesa sull’orlo dell’abisso a causa di un grave arresto cardiaco.

L’equipaggio, guidato dal coraggioso pilota comandante Quaia e affiancato dal tecnico Lo Presti, dal medico anestesista rianimatore Andricciola e dall’infermiera di area critica Lamantea, ha risposto all’appello con la determinazione di chi combatte contro il tempo stesso.

Giunti sul posto, hanno trovato una scena di impegno eroico: le infermiere Alessandra Alessi e Marisa Marra insieme alla volontaria della Croce Rossa, Valentina Alessi, si erano già gettate nell’arduo compito del massaggio cardiaco. Tuttavia, non c’era tempo da perdere.

Il paziente aveva già attraversato tre defibrillazioni sotto l’attenzione premurosa dell’equipe del 118 della postazione di Taurianova, composta dall’autista soccorritore Domenico Ierace, dall’infermiere Carmelo Crea e dal medico Massimo Galluzzo. Ma la vita era aggrappata appena ad un filo.

Con determinazione incrollabile, l’equipe di elisoccorso si è gettata nel vortice dell’azione. La rianimazione cardiopolmonare è iniziata, con i protocolli Acls eseguiti con precisione chirurgica. Settanta minuti di tensione estrema, di speranza mescolata a paura, finché finalmente, un battito.

Con il cuore del paziente di nuovo in movimento, l’elisoccorso si è trasformato in un angelo custode. Il trasporto al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria era la prossima tappa, dove rianimatori ed emodinamisti attendevano per svolgere lo studio coronarografico vitale.

Il paziente è stato immediatamente sottoposto a stentaggio sulla coronaria occlusa, mentre il battito del suo cuore era ora un coro di speranza, un inno alla vita che rinasce. Ancora una volta, l’elisoccorso ha dimostrato il suo valore incalcolabile.